lunedì 20 luglio 2015

Corona di brioche con ripieno di ricotta e uvetta ............ ed intoppo

Questa focaccia non è particolare per l'impasto che è super collaudato, è particolare per la forma molto simpatica e per me anche decorativa, è sopratutto particolare per gli intoppi di percorso a cui l'impasto è stato sottoposto.

La domenica, quando andiamo in montagna, molto spesso approfitto del forno a legna della stufa per cuocere un bel lievitato. Per comodità e per tempistiche generalmente mi preparo l'impasto a casa prima di partire poi lo metto in una ciotola coperta con pellicola e via nel baule, così durante il viaggio ha tutto il tempo di lievitare. Anche domenica scorsa siamo partiti con in macchina la ciotola dell'impasto, anzi i lievitati erano due perché oltre alla treccia volevo fare anche la focaccia genovese per la sera.

Doveva essere una tranquilla domenica da trascorrere al fresco in montagna e stranamente senza impegni, ma si sa i programmi spesso sono fatti per essere cambiati ............... ed anche i lievitati devono adattarsi.
Quando eravamo quasi arrivati e mancavano pochi chilometri e qualche tornante la nostra fedele macchina ha pensato bene di lasciarci in panne, si è spenta iniziando a fumare copiosamente dal motore .............. che il guaio fosse grosso l'abbiamo capito subito adesso non restava che capire che cosa fare.
Nella sfortuna però la macchina si è rotta in uno dei pochi tornanti ampi della strada e così abbiamo subito potuto parcheggiarla in modo che non fosse d'intralcio a nessuno ............ quindi cercando il punto di campo (non scontato in montagna) abbiamo potuto chiamare mio cognato (che era già in baita) per chiedergli un sos di soccorso e recupero.

Nell'attesa, mentre mio marito e mio figlio guardavano il vecchio motore decretandone il "de profundis" io osservavo i miei lievitati che al contrario erano pieni di vita e stavano per esplodere tanto erano gonfi. Era una domenica tranquilla e anche il baule stranamente non era troppo zeppo, quindi appena fatto il trasbordo in poco tempo siamo arrivati in casa e salutando e ringraziando mio cognato gli ho promesso che quel lievitato trasbordante, che per non rovinarlo in macchina l'avevo tenuto sulle gambe, sarebbe diventato una bella treccia e metà sarebbe stata sua. 
Adesso non rimaneva che lavorarlo con molta attenzione per evitare di stressarlo maggiormente. Naturalmente non potevo fare la treccia mochena come previsto, dovevo dare la forma subito e non potevo aspettare di fare la crema e farla raffreddare e così ho optato per una forma molto simpatica che avevo già fatto con un'altro impasto anche se non è ancora pubblicato.

Dose impasto
10 gr lievito di birra fresco (poco meno di mezzo cubetto)
200 ml latte
80 gr zucchero
80 gr burro
2 uova intere piccole a temperatura ambiente
500 gr farina bianca 
1 cucchiaino raso di sale

Ripieno
250 gr ricotta
1 cucchiaio zucchero
uvetta

L'impasto è quello della treccia russa, ma essendo in estate non ho fatto il lievitino come da ricetta.
Ho sciolto il lievito nel latte a temperatura ambiente (se l'avete solo in frigo intiepiditelo un attimo che arrivi sui 30°) e l'ho lasciato il tempo di pesare gli altri ingredienti e di setacciare la farina.
Impastare tutti gli ingredienti un po' alla volta, aggiungendo per ultimo il burro, continuare ad impastare fino ad avere un impasto bello liscio, si può tranquillamente lavorarlo a mano non è un impasto pesante, formate una palla e mettetela in una ciotola coperta con pellicola e lasciatela lievitare fino al raddoppio ................... circa un'ora ma i tempi con il caldo o con gli intoppi possono variare.
A lievitazione avvenuta stendere per dare la forma alla nostra treccia/focaccia

Ho steso con il mattarello la pasta lievitata in un rettangolo abbastanza regolare, quindi ho ricoperto un terzo del rettangolo con della ricotta, mescolata con un po' di zucchero (se è troppo asciutta aggiungete un goccio di latte in modo da creare una bella crema) volendo si può aggiungere un po' di cannella. Sopra alla ricotta aggiungere a spaglio dell'uvetta ammorbidita e leggermente infarinata.
Poi ho chiuso leggermente verso l'interno i due bordi esterni (della parte farcita) ed ho incominciato ad arrotolare stringendo un po' in modo che il rotolo si chiudesse bene. 
 
Arrotolata la parte farcita tagliare a striscioline abbastanza regolari (perpendicolari al rotolo) il resto dell'impasto quindi prenderne una alla volta ed avvolgerla stretta attorno al rotolo. Si può fare qualche strisciolina più sottile ed intrecciarla a treccia e quindi avvolgere il rotolo con le striscioline e la treccia.
Trasferire il rotolo su una placca, dandogli una forma a corona o come si desidera, stando solo attenti a lasciare sotto la parte dove le estremità delle striscioline si uniscono al rotolo.
Coprire e mettere a lievitare.
Dopo circa un'ora l'impasto sarà bello gonfio, spennellare con un po' di latte ed infornare a 180-190° per circa 30-35 minuti 

Se la cuocete nel forno a legna essendo difficile tenere sempre una temperatura costante, dopo 25-30 minuti guardate come procede la cottura ed eventualmente girate la teglia se vi accorgete che la parte interna è più cotta e lasciatela in forno ancora qualche minuto.
Ci saranno stati degli intoppi però il risultato della focaccia non è stato affatto deludente e come promesso metà è stata donata a mio cognato.
Per dovere di cronaca, alla sera abbiamo chiamato il soccorso ACI, di cui devo elogiare il servizio veramente impeccabile, che ha recuperato la macchina portandola dal meccanico, ma purtroppo il danno era veramente grosso ...................... 
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