giovedì 24 gennaio 2013

Cigni o anatroccoli deliziosi ed iscrizione facebook

In una giornata tipicamente invernale, quando fuori nevica ci si rilassa e si trova il tempo anche li tempo di sfogliare qualche libro o sbirciare qualche blog che il tempo tiranno non ti permette di fare frequentemente. 
Capita così che ti imbatti in una foto di una ricetta che facevi anche tu tanto tempo fa, quando l’idea del blog non era nata e quindi anche le fotografie erano superflue ………………… 

“ …… ma è possibile che sia così tanto tempo che non faccio i cigni?” 

“ ………. uno di questi giorni devo proprio farli. sono troppo simpatici” 

La domenica scorre tranquilla, però c’è sempre quel piccolo tarlo e dopocena, complice anche un film scelto dai ragazzi che non avevo voglia di vedere, la cucina sembrava invitarmi a preparare un dolcetto. 
La scelta è stata facile, il forno era già caldo stava cuocendo il pane, quindi potevo proprio preparare i bignè per i cigni. 
I ragazzi si sa poi hanno le antenne e così:
" ....... mamma che fai in cucina?" occhi golosi e curiosi che sbirciano e poi:
" ....... sono i cigni vero? E' da tantissimo che non li fai"

I cigni non sono difficili da fare, sono molto scenografici alla fine sono dei semplici bignè ai quali con un po’ d’impasto bisogna creare il collo. 

180gr acqua 
130gr burro 
125gr farina 00 
20gr latte 
3/4 uova 
un pizzico sale 

Mettere l’acqua, il burro e il pizzico di sale in una padella e mettere sul fuoco, far sciogliere senza far bollire. Appena il burro è sciolto, alzare la fiamma e aggiungere tutta la farina in un sol colpo e mescolare rapidamente fino ad avere una bella palla senza grumi. 
Aggiungere subito il latte e mescolare fino a farlo assorbire 
Non serve far raffreddare il composto si può trasferire subito in un robot o impastatrice e si incominciano ad aggiungere le uova, ricordarsi di aggiungere un uovo alla volta ed aspettare che sia amalgamato prima d’aggiungere il successivo. 
All’inizio l’uovo sembra non amalgamarsi ma dopo un attimo sarà inglobato. 
Dopo il terzo uovo osservare l’impasto prima d’aggiungere il quarto, se l’impasto è morbido e cremoso non serve, ma se è ancora un po’ sostenuto aggiungerne un po’ (sbattere un po’ l’uovo cosi si riesce ad aggiungerlo un po’ alla volta) ed amalgamare bene. 
L’impasto perfetto è un po’ cremoso, far riposare un po’ l’impasto. 

Poi mettere l’impasto nel sac a poche e creare il corpo dei cigni modellando i bigne in una forma un po’ ovale poi con un po’ di impasto creare il collo formando sulla carta forno dei punti di domanda non troppo spessi perché crescono in cottura.
I miei sono cresciuti quasi troppo. 

Quando avremmo creato il corpo e il collo dei cigni infornare a 210° circa per quasi 25 minuti, schiudendo il forno gli ultimi 5 minuti e poi lasciare raffreddare. 

Mentre i bignè cuociono o si raffreddano possiamo preparare la crema pasticcera, si possono a piacere farcire anche con sola panna. Io volevo provare crema di Montersino con il suo metodo e quindi ho fatto doppia farcitura 

200 gr. latte
50 gr. panna
3 tuorli 
75 gr. zucchero semolato
9 gr. amido di mais
9 gr. amido di riso
½ baccello vaniglia
Scorza di limone 

Montare a lungo le uova con lo zucchero, poi incorporare le farine delicatamente 
Mettete in un pentolino il latte, la panna, la scorza di limone e semi di vaniglia, portate il tutto quasi a ebollizione e poi versatevi dentro le uova montate.
Attendete che il latte scaldi bene le uova ed il latte affiori dai lati e dal centro e poi girare velocemente la crema con una frusta finchè la crema si addensa bastano una 10-15 secondo 
Trasferire la crema in una ciotola in vetro e coprire con della pellicola trasparente a contatto della crema e far raffreddare.

Montaggio cigni
Tagliare la calotta del bignè ovale (corpo del cigno) e poi dividere in due la parte superiore, creiamo cosi il corpo e le ali

Farcire la base del bignè con la crema pasticcera, infilare il collo nella parte anteriore dell'ovale, se possibile la più larga, poi coprire la crema e il bordo del collo con la panna.
Montare le ali (la parte superiore che abbiamo diviso a metà) leggermente inclinate a 30° circa e leggermente in diagonale, più vicine al collo 
Descrizione complicata, ma se guardate la foto è facilissimo da capire

A questo punto i nostri cigni sono pronti, basta spolverizzarli con un po' di zucchero a velo e  gustarli.
Io li ho serviti, appoggiati su delle sottili fette di ananas leggermente caramellate, ma potete anche adagiarli su uno specchio di crema pasticcera o semplicemente messi nel piatto, lasciando spazio alla vostra fantasia
I bignè si sono gonfiati splendidamente perdendo però un po' la forma perfetta ed elegante del collo, forse più che cigni sono anatroccoli infreddoliti però la scenografia del dolce non ne ha risentito.

Sono splendidi anche per un buffet e sanno catturare l'attenzione di grandi e piccoli


Con questi bellissimi cigni/anatroccoli vorrei comunicarvi
che dopo lunghi tentennamenti 
e alcune richieste che hanno dato lo sprint 
grazie Viviana
ho creato la pagina del blog su
spero possa farvi piacere, 
al momento non sono molto esperta ma migliorerò

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mercoledì 16 gennaio 2013

Alfaiores e delizie per festeggiare in dolcezza

Oggi è una giornata un po’ particolare con una ricorrenza importante da festeggiare, tante idee ma poi alla fine festeggeremo semplicemente e per l’occasione ho preparato dei splendidi biscotti, gli Alfajores di Orlo Subito che sono stati gli ospiti dolci del cookie swap di organizzato da Elena. 


Voglio regalare a tutti Voi questi splendidi biscotti, che a Natale hanno fatto parte di un bellissimo assortimento e di cui trovate tutte le ricette sul blog. 
Un'assortimento così è veramente fantastico

ogni vassoio aveva frollini, canestrelli, baci di dama, lunette viennesi, biscotti al cocco, bastoncini alle mandorle, biscottini al limone e i meravigliosi alfajores che vi regalo oggi.
Con queste delizie oggi festeggiamo il nostro 25esimo anniversario di matrimonio e a voi le offro virtualmente 

Gli Alfajores sono dei biscotti deliziosi che si sciolgono in bocca, sono di origine spagnola accoppiati da una crema di latte o mou chiamata arequipe 

200 gr di farina
300 gr di maizena (amido di mais)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini lievito per dolci
200 gr di burro
150 gr di zucchero
3 tuorli
un cucchiaino di buccia di limone grattugiata
una bustina di vanillina
Cognac o rum

Arequipe 
1 lattina latte concentrato 

cocco grattugiato

Biscotti
Mescolare in una ciotola la maizena, la farina, il bicarbonato e il lievito.
Sbattere il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungere i tuorli uno alla volta e poi il rum; aggiungere quindi la farina, maizena, bicarbonato, lievito e buccia di limone amalgamare bene senza lavorare troppo l’impasto. 
Stendere l’impasto a circa 1/2cm e poi tagliare i biscotti. 
Io li ho tagliati con dei tagliapasta rotondi di due misure, poi metterli su della carta forno. 

Infornare e cuocere a 180° per circa 14-15 minuti, quindi sfornare e far raffreddare.

Arequipe
Mettere in una pentola piena di acqua (o in pentola a pressione) la lattina di latte concentrato e coprire con acqua (deve essere immersa) e far cuocere per 30 minuti dal bollore 
Lasciare raffreddare la lattina nell’acqua e avremmo una buonissima crema di latte …. arequipe 

Farcire con il arequipe i biscotti accoppiandoli a due a due. 
Passare il arequipe anche sul bordo usando una piccola spatolina da burro e rotolare nel cocco. 

Io ho decorato con il cocco quelli più piccoli.

Sono veramente buonissimi, la loro fragranza è divina

Auguro a tutte Voi una buona giornata
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lunedì 14 gennaio 2013

Pici con radicchio e ricotta in coppette di grana

Acqua e farina da sole bastano per poter creare un piatto di pura poesia che parla di tradizione contadina, di passione e amore per le cose semplici lontane dal logorio della vita moderna ………… utopia? 

No basta solo lasciarsi catturare dai pici che Patty ha proposto per MTC di gennaio, il primo del nuovo anno e tanto atteso dopo la pausa di dicembre. 
Il suo è un post meraviglioso, che ci fa innamorare immediatamente dei pici e la sua ricetta è veramente splendida, migliore di quella che conoscevo io. 
Oggi complice una giornata che non invogliava ad uscire, o forse essendo la mia prima domenica non lavorativa da novembre, desideravo proprio dedicarmi un po’ con calma alla cucina per pranzo ho cucinato uno splendido coniglio con la polenta di patate e poi nel pomeriggio ho preparato questi splendidi pici per cena. 

E’ un impasto bellissimo che si lascia “filare” senza problemi, vi riporto la ricetta di Patty però vi consiglio di leggere il suo post ricco di consigli. 

Dosi per 4 persone 
200 gr di farina 00 
100 gr di farina di semola rimacinata 
2 generosi cucchiai d’olio extra vergine 
1 pizzico di sale 
acqua (circa un bicchiere) 

La farina di semola rimacinata serve a dar struttura all'impasto. 
Setacciare le due farine e fare la fontana, al centro mettere l’olio, un pizzico di sale e lentamente l’acqua e incominciare ad incorporare tutta la farina. 
Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi e cercate di non strappare la pasta per non sfibrarla, ma massaggiarla fino ad ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida. 
Fare riposare una mezz'ora avvolta nella pellicola. 
Quando la pasta è riposata, tagliarne un pezzetto e stenderla con il matterello ad uno spessore di 1cm e tagliarlo con un tagliapasta a striscioline di 1cm, coprire il resto della pasta perché non si secchi. 
Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno.
Si tirano facilmente, non tutti sono perfetti ma devono essere così parola di Patty.
Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. 
I pici una volta tirati si fanno rotolare nella semola affinché non si appiccichino. 
Una volta tirati li ho lasciati sulla spianatoia spolverata con un po’ di semola
A cena li ho cotti in abbondante acqua, mentre l’acqua bolliva ho preparato delle coppettine di grana mettendo un po’ di grana al forno e poi appena sciolto messo a raffreddare su una coppetta rovesciata.
I pici cotti li ho poi conditi con un sughetto semplice di radicchio a listarelle leggermente passato in padella e ricotta fresca e serviti nella coppetina di grana
 …………………. da leccarsi letteralmente i baffi!!!!
Una cena veramente speciale con un piatto che nasce dalla nostra tradizione, non servono piatti ricercati per deliziarci, anche con solo acqua e farina si possono creare dei capolavori da gustare

Grazie come sempre ad Alessandra, Dani e Patty per questa meravigliosa ricetta
Con questi splendidi pici auguro buona settimana a tutti
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mercoledì 2 gennaio 2013

Torta "Napoleon" superba per un buon 2013


In dicembre i giorni sono stati veramente intensi tra lavoro e casa sono volati e non sono proprio arrivata a dedicarmi al blog e quindi indirettamente non sono riuscita a fare degli auguri veri, colgo l’occasione di questa splendida torta per augurare a tutti Voi un sereno 2013 

L’altro giorno cercando di organizzare il menù per la cena dell’ultimo dell’anno mi sono imbattuta in questa torta “Napoleon” di Giulia ed è stato amore a prima vista. Una torta di cui Giulia ci spiega le origini che risalgono 1912 e come tutti i dolci tradizionali hanno più di una variante ed infatti questo dolce io lo conoscevo già e anche fatto moltissime volte, tra cui a novembre per le Nozze d'0ro dei miei ed è il millefoglie “Napoleon” di Stefania, quindi non potevo assolutamente non provare la versione di Giulia. 

Vi riporto la ricetta di Giulia e qualche foto, le mie considerazioni su queste delizie solo a fine post.

Sfoglie 
500 g di farina 
300 g di burro
1 uovo
1/2 bicchiere d'acqua
1 cucchiaio di aceto

Crema
2 tuorli
250 ml di latte
3 cucchiai di farina
1/2 tazza di zucchero (85gr)

200 g di burro molto morbido
1/2 tazza di zucchero (85gr)

1/2 tazza marmellata mirtillo nero (o altra agro-dolce)

Preparazione e cottura sfoglie
Aggiungere alla farina il burro freddo a cubetti e lavorando con le mani creare delle briciole senza riscaldare il burro (o nel robot con la lama frullare velocemente burro e farina creando uno sfarinato), aggiungere l’uovo ed impastare velocemente. 

Mescolare l’acqua con l’aceto ed aggiungerla un po’ alla volta all’impasto fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo, ma non appiccicoso.
Dividere l’impasto ottenuto in 10 palline uguali e metterle in frigo a riposare per almeno 30 minuti.
Trascorsi i 30 minuti riscaldare il forno a 220° assieme alla teglia dove cuoceremo le sfoglie.

Prendere 1 pallina alla volta dal frigo e stenderla in una sfoglia sottile che poi trasferiremo su della carta forno, prima di infornarla ritagliare usando un piatto un cerchio di 24cm lasciando i ritagli sulla carta. 

Infornare per 4-5 minuti fino a doratura e poi sfornare e far raffreddare su una glriglia e procedere con la seconda pallina e poi tutte le altre.
Mentre una pallina cuoce si stende l’altra i tempi sono perfetti. 

Alla fine avremmo 10 sfoglie con i relativi ritagli che dovremmo sbriciolare


Preparazione crema 
Amalgamare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina, poi versare il latte e mescolare e cuocere lentamente fino a quando la crema si addensa e mettere a raffreddare 

Nel frattempo montare il burro aggiungendo un po’ alla volta lo zucchero.
Quando la crema con i tuorli sarà fredda aggiungerne un cucchiaio alla volta al burro montato, si può quindi aromatizzare io ho aggiunto due cucchiai di grand Marnier. 


Montaggio torta 
Su un piatto da portata mettere una sfoglia e spalmarla con un po’ di crema, mettere sopra un’altra sfoglia, quindi la crema e poi la terza sfoglia. 

La terza sfoglia deve essere spalmata con due cucchiai di marmellata di mirtilli (o altra a piacere), quindi aggiungere un’altra sfoglia che spalmeremo con la crema e procedere con le altre sfoglie e crema. 

La penultima sfoglia deve essere nuovamente spalmata con la restante marmellata, quindi si aggiunge l’ultima sfoglia e crema lasciandone da parte due cucchiai che spalmeremo sui bordi
Sulla torta e sui lati distribuire le briciole create dai ritagli, la torta adesso è pronta 

Lasciarla sul tavolo per 5-6 ore o tutta la notte. 

Al mattino (o dopo il riposo) mettere la torta in frigo fino al momento di servirla 


Torta “Napoleon” o millefoglie “Napoleon” :

sono entrambe torte spettacolari,
grazie a Giulia e Stefania per averci regalato queste splendide torte

- le sfoglie a parte i tempi di preparazione e forma sono molto simili 

- Le creme sono differenti entrambe buone, la crema della Torta “Napoleon” rimane morbida anche appena tolta dal frigo, l’altra si apprezza meglio se lasciata un po’ a temperatura ambiente 

- Marmellata per me questa variante da un gusto particolare alla torta, un valore in più alla sua bontà 


Apprezzamenti finali
......... la foto parla da sola

In casa il giudizio finale è finito in perfetta parità 2 a 2 ed a ragione non ci sono delle vere differenze, sono solo gusti personali
Un consiglio sincero qualunque preferiate non lasciatevele scappare sono deliziose, abbastanza facili da fare ed con il successo assicurato.


Auguro a tutte Voi un buon 2013 e mi scuso con chi è passato di qua facendomi gli auguri senza che avessi tempo di ringraziare
Grazie  
una fettina virtuale per tutte Voi

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