venerdì 7 dicembre 2012

Winter Cookie swap ..... serata speciale


Mercoledì ho partecipato al Winter Cookie Swap di Comida, una meravigliosa serata pensata e preparata con attenzione ad ogni singolo particolare da Elena. 

GRAZIE è la parola che potrebbe racchiudere tutto quello che provato, però non basterebbe per raccontare:

1) La calorosa ed impeccabile accoglienza di Elena e tutta la sua famiglia che in due secondi appena arrivata mi hanno fatto sentire come una di casa. L'atmosfera era bellissima e già tanti biscotti facevano bella mostra di se, come se sapessero di essere i protagonisti della serata. Nella sala faceva bella mostra di se anche una tavolata apparecchiata per il ricchissimo buffet (foto di zonzolando).

2) Il clima che si è creato fra noi blogger è stato dal primo istante molto caloroso come se fossimo amiche di vecchia data ed invece io conoscevo solo Elena, ma il presentarsi e iniziare a chiacchierare è stato istantaneo e bellissimo. Si percepiva proprio un affiatamento che per tutta la serata ci ha permesso di essere noi stesse.

3) I biscotti protagonisti della serata erano tantissimi, ognuna di noi ne aveva portati 80 ed erano tutti diversi e sembrava d'essere in una vera pasticceria, tutti li in bella mostra tanto che sono stati i soggetti di un vero set fotografico con tanto di faro per poter rendere un illuminazione perfetta senza ombre che rovinassero tanta meraviglia e dolcezza. 


4) La serata è letteralmente volata tra uno stuzzichino e una chiacchiera in perfetta armonia e poi ecco loro che tornano protagonisti. Ogni biscotto veniva raccontato da ognuna di noi e poi veniva offerto e gustato, un biscotto più buono dell'altro tutti da rifare sicuramente visto che quelli arrivati a casa sono  quasi finiti.

Non è facile raccontare vi lascio una foto dei miei bastoncini presa in prestito da Zonzolando (io non avevo la macchina fotografica) 
e i link di tutte noi, così potete se volete vedere le ricette dei bellissimi biscotti e le sensazioni che ognuna di noi ha provato in questa bellissima esperienza/serata organizzata da Elena e qui link PDF

 1 - "Hilda Tortchen" di Marta, la figlia di Elena - ComidaDeMama
 2 - "Pobassinos a modo nostro" di Per Scherzo e Per Caso
 3 - "Picnic Cookies" di M., figlia di Scake
 4 - "Cuori di Noci" di Federica (la ricetta sul pdf di Comida)
 5 - "Biscotti al cocco" di Zonzolando
 6 - "Alfajores" di Orlo Subito
 7 - i miei "Bastoncini alle mandorle"
 8 - "Ciambelle al Vino" di Scake - Un anno a casa
 9 - "Chocolate Chip Cookies" di Piano B
10 - "Margherite di Stresa" di Elena, ComidaDeMama


Grazie Elena
grazie ragazze 
è stato bellissimo 
speriamo di poterci incontrare presto 
un abbraccio e buon weekend 
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mercoledì 5 dicembre 2012

Bastoncini alle mandorle per un Winter Cookie Swap speciale

Pensare ad un bel vassoio di biscotti ci fa pensare al tepore di un buon te o ad una cioccolata calda magari sorseggiata in compagnia davanti ad un bella stufa accesa, se poi fuori nevicasse sarebbe veramente il massimo. 

Biscotti nel mio piccolo blog potete trovarne diversi, dalle friabilissime lunette viennesi ai mitici canestrelli, dagli storici stracadenti ai nuovissimi Lemon Meltaways

Oggi però voglio parlarvi dei Bastoncini alle mandorle, biscotti tanto semplici quanto deliziosi. Biscottini tratti da un piccolo opuscolo del burro Giglio allegato a un vecchissimo numero di Sale&Pepe nel dicembre del 1995, uno di quei libricini che spesso si sfogliano prima della rivista e che sono ricchi di ricettine semplici e sfiziose. 

Un biscottino che se scavate nel blog lo trovate fra le prime ricette postate e forse mai prese troppo in considerazione. Un biscottino alla portata di tutti, mi ricordo che all'inizio quando li facevo il lavoro più grosso era crearmi le lamelle di mandorle perché non si trovavano, adesso invece si trovano quasi in ogni supermercato. 

Un biscotto che come lo addenti ti conquista, ecco perché l’ho scelto per il bellissimo invito al Winter Cookie Swap di Elena. 
Sono veramente emozionata di partecipare a questa bellissima serata. 
Mancano poche ore e le sensazioni sono moltissime, so che sarà una serata speciale preparata e pensata in modo impeccabile da Elena, spero solo di non deludere nessuno perché so che ci saranno delle persone fantastiche. 

Il cestino dei biscotti è pronto, 

a voi regalo la ricetta 

Dose per 50 Bastoncini alle mandorle 
130 gr burro
scorza gratuggiata di un limone
100 gr zucchero
150 gr farina
50 gr mandorle non pelate macinate fini
2 albumi
160 gr mandorle sfilettate o a lamelle
zucchero a velo per spolverizzare

Battere il burro ammorbidito con la scorza di limone e lo zucchero fin che è chiaro e spumoso. Unire la farina e mescolare bene incorporando anche le mandorle macinate e poi mettere in frigo a riposare per 1 ora.

Dopo ricavane circa 50 cilindri appiattirli leggermente e passarli nell'albume leggermente sbattuto e poi passarli nelle mandorle sfilettate. Se l'avete lasciato troppo in frigo ed è diventato duro basta lavorarlo un po' e diventa subito malleabile
Vi consiglio di dividere l'impasto in 5 parti, poi con ogni parte fate un salsicciotto e tagliatelo in dieci porzioni avrete così 50 biscottini perfetti

Le mandorle vanno usate poche alla volta per non bagnarle troppo.
Quando li passate nell'albume lasciateli scolare un po' prima di metterli nelle mandorle

Mettere i cilindri sulla placca e cuocerli in forno caldo 170° per 15-20 minuti o fino a doratura. Toglierli dal forno e ancora caldi spolverizzarli con zucchero a velo.

Si possono conservare per due settimane

…… se volete i passaggi potete guardare il post originale …………. 
Io scappo al lavoro e poi mi aspetta una splendida serata 

Grazie Elena
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mercoledì 28 novembre 2012

Arancine alla trentina e coste alla sicilana

L’Italia culinaria è ricchissima di stimoli ed ogni regione, città o paesino ha un piatto che parla di tradizioni che nascono dalla vita di tutti i giorni e spesso è stata tramandata di famiglia in famiglia, spesso è difficilissimo conoscere quale sia la vera origine di una ricetta. 
E la tradizione siciliana con le sue arancine è la splendida ricetta proposta da Roberta per Mtc di novembre. 
Una ricetta splendidamente spiegata nel suo bellissimo post, arancine che mi hanno subito conquistata anche se con timore, perché quando si cerca di riproporre una ricetta di tradizione bisogna sempre avvicinarsi con la consapevolezza che non deve essere stravolta e la bellezza del gioco di Mtc sta proprio in questo nel rispetto della tradizione 



Nel pieno rispetto delle arancine ho solo modificato il ripieno (e la forma non perfetta) immaginando che Sicilia e Trentino, regioni lontanissime, si dessero la mano e così ecco delle arancine con conza di speck e puzzone di Moena accompagnate a delle coste saltate con sarde ed uvetta 


Per la ricetta copio integralmente il post di Roberta troppo perfetto per essere modificato, fra parentesi le mie modifiche (solo per il ripieno) 

Riso 
1 kg di riso originario (ne ho fatto un po’meno)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50gr burro
50gr parmigiano grattugiato
1 cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Ripieno "al burro" e besciamella
80gr prosciutto cotto (per me speck)
120gr puzzone di Moena 
150ml di latte 
15gr farina 
10gr burro 
sale q.b. per la besciamella

Lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Panatura (ne resterà molto anche qui)
700-800 g di pangrattato

Frittura 
3 l di olio di semi di mais
(o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo) 

Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine serve ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore. 

Condimento "al burro" 
Preparare una besciamella vellutata e non troppo densa e lasciare raffreddare.
Una volta fredda, aggiungere lo speck e il puzzone (formaggio tenero e saporito) tagliati a tocchetti piccoli ed amalgamare. 

FATTO TUTTO QUESTO…. SI PARTE!
Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Lega
Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto.
Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Forma arancina
Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate. Poi, girando con tutte e due le mani, formate una palla se volete farle alla carne, oppure date una forma ovale se volete farle al burro. 

Io le ho fatte tonde anche se il ripieno le avrebbe desiderate ovali, ma è stato il passaggio più difficile nonostante abbia una certa pratica con i canederli 

Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte e poi farcirle. (io qui ho sbagliato facevo il foro e contemporaneamente riempivo)

Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. 

E’ meglio separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale, naturalmente la lega non deve asciugare troppo. 

Panatura
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma. 

Frittura!
Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.

Mangiarle calde e servirle con delle deliziose coste saltate in padella con sarde e uvetta, prendendo spunto dalla pasta con le sarde tipica siciliana

Un piatto gustosissimo di cui ringrazio Roberta e Mtc
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lunedì 19 novembre 2012

Napoleon, caprese e poker di praline per Nozze d'Oro speciali

Questa settimana dedico il post ai miei genitori che festeggiano il bellissimo traguardo delle Nozze d’Oro.

Li abbiamo festeggiati ieri nella bellissima cornice del Maso Wallenburg,   sulla collina di Trento. 

Una bella tavolata di amici e parenti per festeggiare in allegria questo bellissimo traguardo e per me l’onore e sopratutto il piacere di poter preparare la torta dell'anniversario e i cioccolatini da servire con il caffè, oltre all'impaginazione di menù e segnaposti. 
Le ricette le trovate tutte sul blog, basta che guardiate i link, ma ora lasciamo spazio a qualche foto
Particolare del menù con riproduzione del quadro "Cittadini nel mondo" della pittrice Claudia Bertera, che aveva partecipato alla manifestazione "Artisti sotti i portici" e la ringrazio per avermi permesso di utilizzare la riproduzione del suo quadro per questa importante occasione

un particolare della tavola, semplice ed elegante
I dolci tutti assieme a casa
particolare della decorazione della torta, una caprese al cioccolato ricoperta con glassa alla coca-cola e decorata decorazioni in pasta di zucchero composta da 5 rose e 10 calle e una pioggia di 50 fiorellini a formare un rameggio pieno di vita per festeggiare le nozze d'oro
Assieme alla caprese anche un bellissimo millefoglie Napoleon, decorato con calle. 

* Un piccolo consiglio se desiderate proporre questo splendido millefoglie ad una cena, tagliatelo appena tolto dal frigo e poi componete il piatto, come ho fatto in questo caso sarà come aver acquistato delle splendide paste in pasticceria. In questo caso, rispetto alla ricetta originale ho aggiunto al burro della crema un po' più di latte condensato in modo da ottenere una farcia un po' più morbida anche appena tolto dal frigo
Con il caffè uno splendido vassoio di praline, assortite in forme e gusti alla nocciola, al caffè, al cocco e al grand Marnier. Li trovate tutti nel blog a parte la pralina al caffè, che è come quella al grand Marnier modificando solo gli ingredienti 

ripieno al caffè
180gr cioccolato al latte
60gr panna
1 cucchiaino caffè liofilizzato
portare la panna ad ebolizzione e sciogliervi il caffè liofilizzato, quindi buttarla bollente sul cioccolato al latte tritato e mescolare fino ad ottenere una crema fluida con cui farciremo i nostri cioccolatini

*Le praline bianche sono al grand Marnier, stesso procedimento solo usando il cioccolato bianco come involucro ............ veramente eccezionali, per il temperaggio vi consiglio di affidarvi sempre al post di Nanni
e come degna conclusione il taglio della torta, scusate le foto, ma in quei momenti l'emozione non permette mai una buona inquadratura

L'emozione era tanta, tutto è trascorso in perfetta sintonia ed armonia ai miei auguro di trascorrere ancora tantissimi anni assieme. 
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lunedì 5 novembre 2012

Pane dolce alla zucca e decorazione pane

Spesso ci sono degli alimenti che non fanno parte della nostra cucina, che magari ci riproponiamo di provare, ma poi continuiamo a posticipare. Uno di questi alimenti per me è la zucca, sarà perché avendo l’orto c’è sempre qualche altra verdura da consumare, sarà perché il suo gusto non mi piace molto …… sta di fatto che anche se c’è sulla lista della spesa torno a casa sempre senza. 
Viviana però alcuni mesi fa mi aveva mandato le foto e la ricetta del suo pane dolce alla zucca e la voglia di provarlo era grande e così per Halloween mi sono detta che era giunto il momento di far entrare la zucca nella mia cucina e non solo come alimento ma anche come decorazione 
Trovo che decorare il pane sia veramente meraviglioso, ma prima la splendida ricetta di Viviana che nello scorso weekend mi ha fatto la bellissima sorpresa di venirmi a salutare e quindi conoscerci, regalandomi anche mezza treccia del suo pane alla zucca. 

Che spettacolo ho potuto assaggiare il suo e il mio contemporaneamente, splendidi entrambi e gusto identico a parte che io avevo aggiunto l’uvetta, il suo molto più intenso di colore dovuto sicuramente ad una qualità di zucca diversa.
Ho modificato un po' il procedimento per usare meno lievito ed adattarlo a chi ha poco tempo

500 gr farina 00 
60 ml latte a temperatura ambiente o leggermente tiepido 
10 gr lievito di birra (20gr per una lievitazione più veloce) 
100 gr zucchero 
1 buccia di limone grattugiata 
1 uovo 
80 gr di burro molto morbido 
200 gr zucca cotta e schiacciata (la quantità di zucca dipende dalla qualità, se più o meno acquosa) 
125 gr di uvetta (facoltativa) 
1 cucchiaino di sale 

Creare un pre-impasto 
In una scodellina sciogliete 5gr di lievito nel latte aggiungete un pizzico di zucchero e 50gr di farina, mescolate bene, coprite con pellicola e lasciate lievitare per un paio d’ore fino a quando non vedrete la pastella ben lievitata e che comincia a cedere 
Nel frattempo cuocete la zucca e mettetela a raffreddare e poi schiacciatela 
Quando il nostro pre-impasto lievito sarà pronto, possiamo passare all’impasto vero e proprio aggiungendo, gli altri 5gr di lievito, la zucca, la buccia di limone, lo zucchero, l’uovo e per ultimo il burro e il pizzico di sale. Amalgamare molto bene gli ingredienti, lavorando a mano o con l’impastatrice fino ad avere un bell’impasto morbido ma non appiccicoso. 
Se risulta troppo morbido aggiungere un po’ di farina, al contrario se la zucca è troppo asciutta aggiungere un po’ di latte. 
Quando il nostro impasto sarà pronto metterlo in una ciotola coperto con pellicola e farlo lievitare per 2 ore o fino al raddoppio, nel frattempo se vogliamo mettiamo a bagno un po’ d’uvetta 
A lievitazione avvenuta, stenderlo si un piano di lavoro leggermente infarinato, aggiungere a piacere l’uvetta (strizzata e infarinata) amalgamare e dare la forma desiderata 
Mettere il nostro pane su una placca foderata con carta forno, coprire e far lievitare fino quasi al raddoppio. 
A lievitazione avvenuta, si può spennellare con dell’albume d’uovo (io non lo faccio) e poi infornare a 200° per 10 minuti, quindi si abbassa a 180° per altri 25-25 minuti per una treccia, mano se fate dei panini piccoli.
Un pane semplicemente delizioso, che non si finirebbe mai di mangiare 

La decorazione del pane mi è sempre piaciuta, ma spesso mi sono dedicata alle forme come ricci, lumachine, pane festivo ……………. ma non alla decorazione nel vero senso della parola, così quando grazie ad Ornella mi sono imbattuta con questo video sono stata letteralmente catturata e così mi sono precipitata a crearmi la forma giusta per questo pane, non potevo aspettare troppo per provare 

Il pane alla zucca si è colorato troppo e quindi si nota meno, ma avendo fatto contemporaneamente il pane di segale potete vedere come la decorazione risulta perfetta. 

Una decorazione semplicissima che aspetta solo di dar sfogo alla vostra fantasia
Basta crearsi su acetato o carta uno stencil che appoggeremo sul pane lievitato
per poi spolverarlo con del cacao amaro
poi togliamo lo stencil delicatamente ed inforniamo,

il risultato è assicurato 

Grazie a Viviana per la ricetta di questo splendido pane dolce e per la bella sorpresa

Vi auguro una splendida settimana, dopo questo weekend piovoso
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lunedì 29 ottobre 2012

Torta di pane grattugiato e mele ..... semplice e gustosa

Oggi è tornato il sole con un venticello piuttosto freddo però nulla in confronto alla giornata di ieri. 
Sarà stata il ritorno dell’ora solare o del freddo o della pioggia o della neve in montagna, sta di fatto che proprio avevo bisogno di una giornata di puro relax, anzi in famiglia tutti ne avevamo bisogno. 
Alla domanda dei ragazzi: 
“che cosa ci prepari oggi di buono?” 

mi sono sentita rispondere:
“niente ragazzi oggi proprio non sono in vena” 
“Va benissimo mamma, hai ragione ci vuole un giorno di relax”


A pranzo naturalmente c’era un ottimo spezzatino con la polenta e per cena dei buonissimi gnocchetti di pane, però niente di particolarmente sfizioso. 

Ma ……………………… si c’è sempre un ma ……………. 
mentre riordinavo la cucina dopocena mi sono detta che almeno uno strudel potevo prepararlo in tutto il giorno …………….. 
adesso per lo strudel era un po’ troppo tardi però non per quella splendida tortina di mele e pane grattugiato di Marianne, di cui conoscete la treccia russa
E così in pochi minuti eccomi infornare una splendida e semplicissima torta di mele 


5 mele sbucciate e tagliate a fettine 

150 gr pane grattugiato 

100 gr burro sciolto a bagnomaria *
100 gr zucchero 
mezzo cucchiaino cannella in polvere 
scorza grattugiata di mezzo limone

In una ciotola mescolare bene il pane grattugiato, lo zucchero, la cannella e la scorza del limone, poi aggiungere il burro fuso ed amalgamare tutto molto bene 
Quindi mettere da parte un terzo dell’impasto di pane 
All’impasto rimanente (2/3) aggiungere le mele tagliate a fettine molto sottili e mescolare molto bene 
Quindi mettere l’impasto di mele e pane grattugiato in una tortiera** foderata con carta forno, comprimendolo bene con le mani fino a formare uno strato abbastanza compatto, quindi coprirlo con il pane tenuto da parte e comprimere anche questo strato. 

Infornare nel forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti
Lasciare raffreddare nella teglia

Migliore se consumata il giorno dopo, o comunque fredda perchè si sbriciola di meno

NB:
* io il burro lo metto tutto sciolto nel pane grattugiato perchè si amalgama meglio, se però volete potete lasciarne a parte 20gr circa e metterlo a pezzetti sopra la torta prima di infornarla
** come tortiera potete usarne una più piccola e farla più alta io preferisco il mio stampo rettangolare da crostata così la torta risulta più bassa e favolosa da assaporare

Con questa semplice ricettina auguro a tutti Voi buona settimana
e ringrazio Marianne per questa splendida delicatezza
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lunedì 15 ottobre 2012

Treccia farcita o pane dolce dello Shabbat -sabato ebraico

La cucina per me è sinonimo di relax e se la giornata di lavoro è stata difficile o stressante preparare qualche cosa di sfizioso è veramente rilassante. 
I lievitati sono però una pura magia e a loro non so resistere, nonostante il tempo tiranno riesco sempre a trovare del tempo per loro. 
Eleonora per MTC di ottobre ha scelto una splendida ricetta ricca di poesia e storia, devo ringraziarla perché con il suo pane dolce del sabato mi ha letteralmente catturata. 

Se i lievitati sono una magia, questo pane è pura poesia. 


Vi consiglio di leggere il post di MTC e di Eleonora per conoscere un aspetto della cultura ebraica che io fino a pochi giorni fa ammetto che conoscevo pochissimo ed erroneamente avrei chiamato questo pane come non deve essere nominato.  
La ricetta è quella di Eleonora, ho solo modificato la dose del lievito per poter modificare i tempi di lievitazione e la forma 

Una treccia a sei rami 

Impasto 
500 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra (per me 10gr)
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale 

Ripieno
100 gr di uva passa 
1-2 Mele canada a cubettini 
cannella in polvere 

un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi papavero 

Sciogliere il lievito in acqua tiepida (io ne ho usati 10gr per dei tempi di lievitazione più lunghi), poi aggiungere gli altri ingredienti, le uova e il sale per ultimi ed impastare bene 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare 
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore o più se usate meno lievito come me. 
Mentre l’impasto lievita mettere a bagno l’uvetta e tagliare la mela a cubettini piccoli e sottili (importante perché non devono bucare la pasta) e metterli in una ciotola e spolverizzarli con della cannella in polvere 

Quando il nostro impasto sarà lievitato prenderlo e dividerlo in sei parti uguali 
Stendere su un piano leggermente infarinato ogni pezzo in una striscia lunga circa 35cm e larghe circa 15cm. Su ogni striscia spargere un po’ d’uvetta che avremmo strizzato e leggermente infarinato e un po’ di cubettini di mela alla cannella, quindi chiudere molto bene arrotolando creando così dei salsicciotti farcirti che metteremo da parte fino a quando non saranno tutti pronti, cercati di farli tutti della stessa lunghezza. 

Quando tutti i salsicciotti saranno pronti non ci resta che iniziare a montare la treccia, potete intrecciare a piacere io ho fatto un intreccio a sei rami che è splendidamente spiegato nel post di Piroulie.

Sembra difficile ma se lo seguite passo passo non lo. Un piccolo consiglio pratico, la prima volta appoggiate dei piccoli pezzettini di carta numerati all’estremità di ogni ramo, sarà facilissimo seguire i passaggi e in un attimo imparerete un intreccio meraviglioso. 
Una volta completato l’intreccio trasferire la treccia su una teglia con carta forno poi coprire e far lievitare 

Se avete usato dose intera di lievito basteranno due ore, se invece avete usato meno lievito potete permettervi di formarla la sera tardi e farla lievitare fino al mattino. 

Una volta lievitata, spennellare la superficie con del tuorlo sciolta con un po’ d’acque e poi spolverizzarla con dei semi di papavero. 

Infornare in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti

Questa è una treccia meravigliosa, 

devo ringraziare veramente Eleonora per il valore aggiunto a questa ricetta dove ogni dettaglio ha il suo perchè.
Ringrazio anche Ale e Dani per la splendida spiegazione dei dettagli

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venerdì 28 settembre 2012

Torta salata simil pasqualina

In cucina anche l’ingrediente più povero può essere il protagonista di un piatto veramente superbo e le torte salate sono sicuramente capaci di questo trasformismo e più l’ingrediente è semplice più ne risulterà esaltato dalla preparazione. 
La torta Pasqualina proposta da Vitto per Mtc di settembre è proprio una splendida torta salata avvolta in una splendida pasta che rende il piatto ancor più sontuoso. 


Unico problema il tempo, sempre tiranno e anche questa volta sono arrivata sul filo di lana, però non potevo assolutamente mancare. 

Se mi conoscete un po’, sapete che per cucinare uso principalmente i prodotti dell’orto, avrei preferito farla con i porri, però quest’anno sono stati il pranzo preferito di una talpa e così ho usato le bellissime biete foglie e coste comprese, che con quest’estate pazza sono veramente splendide. 

Per la ricetta vi consiglio di guardare il bellissimo post di Vitto 

Pasta 
300gr farina 0 
30gr olio 
75gr vino bianco secco 
75gr acqua 

Ripieno 
biete 
200gr ricotta 
grana grattugiato 
2 uova 
Sale e pepe 
Noce moscata 

Amalgamare tutti gli ingredienti della pasta fino ad avere un impasto morbido ma non appiccicoso, poi mettere a riposare coperto per circa 2 ore. 
Prima di stenderla dividere l’impasto in 5 porzioni. 

Mentre la pasta riposa cuocere le biete, separando le foglie dalle coste (cuocendole separatamente manterranno integro il loro colore) e poi saltarle in padella con un po’ d’olio per farle asciugare, quindi aggiungere un po’ di noce moscata, una bella manciata di grana grattugiato, regolare di sale e pepe e mettere a raffreddare. 

Ungere una teglia da 24cm e poi foderarla con una sfoglia sottile ottenuta stendendo una pallina di pasta. 
La pasta si stende in maniera meravigliosa con il mattarello e poi si assottiglia con le mani leggermente infarinate …………….da Vitto vedete anche le foto ………….. per questa volta credetemi sulla parola (durante la preparazione non avevo la macchina fotografica disponibile) però è un po’ come tirare la pasta dello strudel 

Una volta foderata la teglia con una sfoglia, ungetela con un filo d’olio e poi stendere sopra un’altra sfoglia. 

Versate dentro il composto di biete e poi sopra la ricotta che avremmo mescolato con le uova e un pizzico di sale e noce moscata. 

Adesso bisogna stendere le ultime tre sfoglie con cui copriremo la nostra torta salata facendole debordare un po’, quindi prima di aggiungere la seconda spennellare con un filo d’olio, poi appoggiare la seconda sfoglia e ungere bene, appoggiare al bordo una cannuccia per soffiare aria tra uno strato e l’altro, quindi appoggiare l’ultima sfoglia e ungerla. 
Chiudere bene i bordi a cordoncino soffiare l’aria e quando è bella gonfia a palloncino togliere rapidamente la cannuccia e sigillare l’apertura. 

Infornare a 180° per circa 40-45 minuti. 

Appena tolta dal forno spennellarla delicatamente (ecco questo passaggio io l’ho proprio dimenticato), però posso assicurarvi che è favolosa. 

Lasciarla raffreddare prima di tagliarla

Io l’ho mangiata oggi con delle fettuccine degli ultimi peperoni dell’orto.

Veramente ottima scelta come sempre e geniale il trucco della cannuccia
grazie Ale, Dani e Vitto a voi spetta adesso l'ardua scelta 
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mercoledì 19 settembre 2012

Focaccia soffice con pomodorini

Fra la magia dei lievitati un posto d’onore spetta sicuramente alle focacce, ottime per uno spuntino, per una cena speciale e per far festa con gli amici, per festeggiare l’arrivo dell’autunno ecco la meravigliosa focaccia soffice con dei buonissimi pomodorini confit imparata al corso di Adriano e Paoletta


Per poter utilizzare poco lievito, il procedimento nei tempi d’attesa non è velocissimo, però il gusto e il risultato ripaga l’attesa. 

500gr farina 0 (proteine 12%) 
100gr acqua 
170gr birra chiara 
150gr yogurt magro 
20gr fiocchi di patate 
30gr strutto 
11gr sale 
5gr lievito di birra 
1 cucchiaino malto 

Olio d’oliva 
Pomodorini confit o sale grosso 

Poolish 
Fare un poolish con l’acqua, 60gr di birra, 140gr di farina, malto, lievito e fiocchi di patate amalgamare gli ingredienti molto bene e poi lasciare lievitare coperto per circa 90 minuti 

Quando il nostro poolish sarà ben lievitato aggiungere la birra avanzata, lo yogurt e circa metà della farina ed amalgamiamo il tutto fino ad avere un impasto bello cremoso, quindi aggiungiamo la restante farina e il sale. Amalgamiamo ancora molto bene fino ad avere un impasto bello liscio ed elastico. 

Se utilizziamo l’impastatrice lavoriamo fino ad incordatura, ma si può lavorare benissimo anche a mano ci vuole solo un po’ di pazienza. 

Ad impasto ben lavorato, elastico e liscio aggiungiamo gradatamente lo strutto e facciamolo assorbire bene, quando avrà ben incorporato lo strutto sarà leggermente semilucido e molto elastico. 

Copriamo e lasciamo raddoppiare. 
A lievitazione avvenuta rovesciamo l’impasto sulla spianatoia, pieghiamo in tre e poi chiudiamo a filone quindi rimettere a lievitare fino al raddoppio. 

Possiamo anche farlo lievitare più a lungo mettendolo in frigo fino ad un massimo di 12 ore, quando vogliamo fare la focaccia prima di proseguire dobbiamo però ricordarci di tenerlo per un’ora a temperatura ambiente. 

A lievitazione avvenuta lo adagiamo con la chiusura in alto, in una teglia da forno ben oliata e subito dopo ribaltiamo l’impasto (serve per oliare bene entrambi i lati senza usare troppo olio) 

Spianiamo bene l’impasto con le mani unte facendo forza solo con i polpastrelli umidifichiamo leggermente la superficie con un po’ d’olio se serve e lasciamo raddoppiare 

Quando sarà lievitata ungiamo con un filo d’olio, con la punta di una forbice senza affondarla ma tenendola parallela alla pasta facciamo dei piccoli tagli solleviamo leggermente la pasta e inseriamo i pomodorini confit, poi copriamo con la pasta sollevata proseguiamo così ad intervalli regolari
Coprire i pomodorini con la pasta permette agli stessi di non bruciarsi e rimanere ben affondati nella focaccia

oppure possiamo praticare delle fossette e cospargiamo con un po’ di sale grosso ed infornare a 220° per circa 13-15 minuti 

Pomodorini confit
Per fare i pomodorini confit, tagliare dei pomodorini per il lungo metterli sulla teglia del forno con il taglio in alto, cospargerli leggermente con un po' di sale e un pizzico di zucchero di canna e poi passarli al forno a 140° per circa un'ora

Questa focaccia è veramente deliziosa finisce come neve al sole

Ciao a presto e non fatevela scappare


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