giovedì 29 dicembre 2011

Grissini al sesamo

Dopo cene e pranzi natalizi saremo alle ricerca di idee veloci e stuzzicanti per l'ultimo dell'anno ed come questi facilissimi grissini possono fare al caso nostro perchè sono molto stuzzicanti, buoni per una cena e favolosi per un’aperitivo …… uno tira l’altro, come i grissini dolci 


Ingredienti per 20 grissini
135ml acqua tiepida 
15gr lievito di birra 
225gr farina bianca 
1 cucchiaino di sale 
2 cucchiai olio d’oliva 
Semi sesamo 

Sciogliere il lievito nell'acqua con un pizzico di zucchero e poi aggiungerlo alla farina e impastare bene, aggiungendo anche il sale e l’olio d’oliva. 
L’impasto è morbido e quando sarà ben amalgamato, liscio ed elastico, lavorare l’impasto ruotandolo su se stesso formando un rettangolo di circa 15x20cm, che spennelleremo con dell’olio d’oliva per poi coprirlo con della pellicola e lo lasciamo lievitare per circa un’ora o fino al raddoppio. 

Quando è ben lievitato riscaldare il forno a 200° e spargere la superficie dell’impasto coi semi di sesamo

e poi tagliarlo a metà formando due rettangoli da 7,5x20cm, quindi tagliarli in 10 strisce lunghe 7,5cm. 

A questo punto allungheremo lentamente ogni striscia fino a circa 30cm, poi rotolare ogni grissino nei semi di sesamo e metterli su una teglia da forno ben distanziati, spennellarli leggermente con olio d’oliva e lasciarli lievitare per circa 10 minuti e poi cuocerli in forno per 15-20 minuti. 
A metà cottura si può ruotare la teglia così tutti i grissini saranno dorati uniformemente. A cottura ultimata farli raffreddare su una griglia prima di servirli.
Io li ho messi al centro tavola assieme al pane e li ho anche utilizzati per creare un semplicissimo antipasto

Appena li rifarò cercherò di fare qualche foto più belle del grissino cotto

NB: la dose del lievito può essere diminuita ma si allungano i tempi di lievitazione, in questo caso ho preferito mettere più lievito

Auguro a tutte/i Voi 
un buon 2012 
e che ogni vostro desiderio possa avverarsi


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lunedì 12 dicembre 2011

Torta Coca-Cola al cioccolato

Ci sono persone splendide che creano meraviglie solo varcando la porta della cucina, ogni cosa che esce dalle loro mani è spettacolare, ma poi ci sono di quelle ricette che ti lasciano con la lingua a penzoloni davanti allo schermo 

e l’artefice è sempre lei, lo so che siete tutte prese da panettoni e dolci natalizi, ma questa torta di cioccolato e coca cola non potete lasciarvela scappare, è golosa e stratosferica, la glassa poi sarebbe da mangiare a cucchiaiate con una fetta di pane 



La ricetta è quella di Stefania, non ho cambiato nemmeno una virgola è perfetta così, l’ho solo fatta in una tortiera da 26cm perfetta solo leggermente più bassa. 

Impasto 
( per una teglia da 20-22 cm) 

240g di farina 
250 g di zucchero 
250 ml di Coca Cola 
125 ml di latticello (o yogurt bianco) 
mezzo cucchiaino scarso di sale 
1 cucchiaino scarso di lievito 
mezzo cucchiaino di bicarbonato 
200 g di burro 
30 g di cacao amaro 
2 uova intere 

Glassa al cacao e Coca Cola ( gluten free) 

100 g di burro 
40 ml di Coca Cola 
3 cucchiai di cacao amaro 
la punta di un cucchiaino di sale 
200 g di zucchero a velo 


Mischiare in una ciotola la farina, il sale, lo zucchero, il lievito ed il bicarbonato.
In un pentolino mettere il burro, la Coca Cola, il cacao e lo yogurt (o il latticello, se lo trovate).
Portare il composto a bollore sempre girando in modo che non si formino grumi, quindi togliere dal fuoco e versare lentamente, a filo, sul composto di farina girando vigorosamente.

Appena il composto è omogeneo unire le due uova intere.
Versare nello stampo imburrato o coperto con carta forno e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 35-40 minuti.
Deve rimanere rimanere morbida e quasi cremosa all'interno, quindi attenzione a non cuocerla troppo.
Quando manca poco a fine cottura preparare la glassa: mettere in un pentolino su fuoco basso burro e Coca Cola, aspettare il bollore e versarvi dentro il cacao ed il sale. Togliere dal fuoco e girare bene, cominciando ad unire lo zucchero a velo.
Lavorare con una spatola o un cucchiaio finchè sarà liscia e setosa.
Versare la glassa tiepida sulla torta appena esce dal forno.
La glassa è favolosa, rimane morbida ma crea una crosticina deliziosa irresistibile

Far raffreddare e servire. 


Velocissima da preparare alla sera per poter essere regalata ad un vero goloso, basta solo decorarla semplicemente

e sarà sicuramente un regalo apprezzato 
Se non siete amanti del cioccolato, di Stefania nel blog trovate anche lo splendido Napoleon

Grazie per questa vera delizia


NB:
- il tag gluten free si riferisce alla sola glassa.


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lunedì 5 dicembre 2011

Biscotti Ciocco cioccolatosi

Periodo di dolci per eccellenza, si incomincia a pensare a panettoni, mandorlato, ........... 
però spesso ci serve un dolcetto veloce da regalare o assaporare con gli amici, cosa c'è di meglio di un vassoio di biscotti con lunette viennesi, baci di dama ........ ma anche dei biscottini veloci, deliziosi e cioccolatosi come questi saranno la gioia dei golosi 


Questi biscotti li ho presi da qui, sono buonissimi e golosissimi

210 gr farina
250gr cioccolato a pezzetti fondente
110gr zucchero 
55gr burro 
2 uova
mezzo cucchiaino di lievito x dolci 
zucchero a velo q.b.

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, quindi aggiungere il burro e mescolare per amalgamarlo al cioccolato 

A parte in una ciotola setacciare la farina con il pizzico di sale e il lievito per dolci 

In una terza ciotola mettere le uova con lo zucchero e montarle fino a quando saranno belle gonfie, appena sono montate aggiungere la cioccolata e mescolare bene fino a quando cioccolata ed uova saranno ben amalgamate, quindi aggiungere il composto di uova e cioccolata alla nostra farina e mescolare fino a quando tutti gli ingredienti saranno amalgamati ………………. L’impasto sarà appiccicoso e per indurirlo prima di formare le palline metterlo a riposare in frigo per circa 1 ora 

Trascorsa l’ora, preriscaldare il forno a 170° ed incominciare a formare con l’impasto delle palline grandi come una noce rotolatela bene nello zucchero a velo 

e poi mettetele sulla teglia foderata con della carta forno 

Mettere le nostre palline un po’ distanziate fra loro perché cuocendo aumenteranno di volume. 

Cuocere per 10 minuti i biscotti nel forno preriscaldato, cuocendo si creeranno delle crepe decorative che renderanno i nostri biscotti belli e soprattutto buoni,

state attenti uno tira l’altro


Un biscottino rallegra una serata in compagnia
e se invece preferite un dolce più natalizio potete trovarli in dolci natalizi, ma  come trentina vi consiglio il nostro zelten 


A presto buona settimana e per domani buon San Nicolò



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lunedì 28 novembre 2011

Baccalà alla marinara ....... livornese

Baccalà alla livornese, bella sfida quella per MTC di novembre proposta da Cristina. Questo bellissima sfida-gioco permette a tutti noi di cimentarsi in piatti spesso nuovi e con ingredienti diversi da quelli che siamo abituati a cucinare normalmente. 
Come ho visto la ricetta del mese mi sono detta  
..... “perfetto il baccalà lo conosco anche se lo cucino poco” ……… 
..... ma ……. si c’è sempre un ma ……. 
ho scoperto un mondo dietro al baccalà che non sospettavo, tanto che noi qui a Trento per baccalà intendiamo lo stoccafisso, ma si sa noi gente di montagna il mare e i suoi prodotti li vediamo molto lontani, di trota e salmerino siamo più estimatori, ma di baccalà non proprio e poi volete immaginare come cambierebbe la poesia del 
“baccalà dei frati” se dovessimo chiamarlo “lo stoccafisso dei frati” 


Il periodo è un po’ intenso e sinceramente non sapevo se sarei arrivata in tempo, avevo anche pensato di giocarmi per la prima volta la carta dell’assenza, ma non potevo questo mese anche per rispetto alle ragazze di MTC e di Cristina e poi ho visto delle vere meraviglie questo mese, anche se lo ammetto a me piace di più quando una ricetta non viene troppo stravolta.

Col fiatone e sul filo di lana sono arrivata con il mio baccalà alla marinara o livornese, la ricetta è veramente semplice e delicata, la foto purtroppo è veramente pessima e lascia tutto solo all'immaginazione, ma purtroppo è fatta con il cellulare visto che qualcuno ieri ha lasciato in giro la macchina fotografica con le foto della preparazione e fino a venerdì non riesco a recuperarla, 
ma si sa i figli ogni tanto sono un po’ ……… sbadati 
(NB: aggiornamento del 6 dicembre finalmente le foto della preparazione ci sono la foto finale invece rimane quella con il cell ....... per fortuna avevo fotografato il baccalà appena cotto)



La ricetta è semplicissima e per il procedimento è lo stesso della seppia alla marinara,  

baccalà 
pomodori pelati 
cipolla 
origano 
aglio
sale pepe 
olio 

Prendere un bel pezzo di baccalà e tagliarlo a pezzi non troppo piccoli e mettere i pezzi a freddo in una terrina di coccio dove avremmo già messo un filo d’olio, una bella cipolla a pezzi 
e dei pomodori pelati a pezzettini, aggiungere sale e pepe, aglio ed origano e poi mettere a fuoco lento con lo spargi fiamma. 

Chiudere ermeticamente la terrina mettendo fra il coperchio e la terrina un foglio di carta forno e far cuocere lentamente per un’ora abbondante ………… ideale sarebbe mettere la terrina in un angolo della stufa. 

Verso fine cottura, scoperchiare, regolare di sale e pepe se serve e far evaporare un po’. 

Ottimo se fatto riposare per qualche ora prima di servirlo con delle ottime patatine lesse o con della polenta. 

Un piatto semplice, ma veramente gustoso 

Buona settimana a tutti
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lunedì 14 novembre 2011

Bloomer ai semi di sesamo ........ filone delizioso

E’ moltissimo tempo che non vi regalo una ricetta di un lievitato, ma ultimamente il tempo è molto tiranno e quindi sperimentare un nuovo lievitato non è sempre facile. 
Quindi si preferisce andare su pani sicuri come il pane polka, il pane ventaglio per non parlare del katmer o dei buonissimi fantans ……….. 


Pero oggi vorrei presentarvi questo splendido filone di pane bianco in versione inglese (dal libro “il pane fatto in casa”), con un lento processo di lievitazione dovuto ad una minore dose di lievito, diventa cosi più corposo e di più lunga durata. L’impasto cresce in circa 8 ore quindi è un pane che si presta bene ad essere iniziato la sera precedente o il mattino, pratico anche per chi deve farlo coincidere con gli orari di lavoro ……… mentre lui riposa noi lavoriamo!!!! 

Impasto 
675gr farina bianca (si può usare anche una parte di farina integrale per massimo metà dose) 
430gr circa d’acqua (dipende dalla farina) 
15gr lievito fresco 
2 cucchiaini di sale 

Guarnizione 
½ cucchiaino sale 
2 cucchiai acqua 
Semi sesamo o papavero 

Sciogliere nell'acqua un po’ tiepida il lievito con mezzo cucchiaino di zucchero, poi aggiungere gradatamente tutta la farina e il sale e lavorare bene l’impasto per almeno una decina di minuti o se preferite usate l’impastatrice (o altro) 

Mettere l’impasto ben lavorato in una terrina leggermente unta, coprirlo con della pellicola e farlo lievitare a temperatura ambiente (16-18°) per 6-7 ore o fino a quando non raddoppia di volume. 

A raddoppio avvenuto rovesciare l’impasto su un piano infarinato e lavorarlo bene con un po’ di forza per circa 5 minuti, rimetterlo nelle terrina copritelo e lasciatelo lievitare ancora per 2 ore abbondanti 

Trascorse le 2 ore, ripetere l’operazione lavorando ancora bene l’impasto, ma questa volta lasciandolo riposare solo 5 minuti. 
Trascorsi i 5 minuti stenderlo, su una superficie leggermente infarinata, formando un rettangolo spesso circa 2,5 cm. 

Arrotolare l’impasto partendo dal lato lungo e modellarlo come un grosso filone con estremità quadrate di circa 33x13cm. 
Metterlo su una teglia leggermente infarinata con il lembo trasversale verso l’alto, coprirlo e lasciarlo riposare per 15 minuti circa. 

Trascorsi i 15 minuti giratelo o trasferirlo su una teglia da forno unta (io lo giro sulla stessa teglia infarinata)
Gonfiatelo rimboccando con le mani i lati e le estremità del filone. Con un coltello affilato fate sul filone 6 tagli in diagonale. 
Coprirlo e lasciarlo riposare al caldo per 10 minuti circa. 
Nel frattempo riscaldare il forno a 230°. 
Mescolare il sale della guarnizione con l’acqua e spennellare con questo composto il filone quindi cospargerlo di semi di sesamo o di papavero. 

Spruzzare dell’acqua nel forno ed infornare velocemente il pane, facendolo cuocere per 20 minuti, quindi abbassare a 200° e proseguire la cottura ancora per 25 minuti o fino a doratura. 

Se a fine cottura la base del filone non fosse abbastanza croccante, capovolgere il filone sulla teglia, spegnere il forno e lasciarlo dentro ancora per 5-10 minuti.
Quindi fate raffreddare il pane su una griglia. 

I tempi sono un po’ lunghi ma il gusto ci guadagna molto.
Buona lunedì e buona settimana a tutti
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lunedì 7 novembre 2011

Caramelle di pasta fillo con ricotta e radicchio

La settimana scorsa ho fatto la pasta fillo, un pomeriggio dedicato a lei fra impasto-riposo-stesura, ma con successo e vi sembrava possibile che non la provassi subito!!!!! 

Le ricette da fare sono moltissime, la pasta fillo è molto versatile, leggera e friabile, ma quella sera i ragazzi non c’erano e così desideravo qualche cosa di sfizioso, veloce e semplice allo stesso tempo ……….. quindi niente di meglio che caramelle con ricotta e radicchio


pasta fillo (alcuni fogli) 
ricotta 
radicchio 
grana grattugiato 
burro 
mandorle a scaglie 
sale e pepe 

Prendere delle foglie di radicchio (vanno benissimo anche quelle esterne) tagliarle a listarelle e farle appassire in padella per qualche minuto con una noce di burro, regolare di sale e pepe e far raffreddare. 
Quando sono fredde aggiungere della ricotta, un po’ di grana e mescolare amalgamando il tutto. 

Prendere un foglio di pasta fillo e ricavarne quattro quadrati/rettangoli, all’interno di ognuno nella parte bassa mettere una noce del nostro impasto e poi arrotolare e chiudere i bordi come si trattasse di una caramella. 

Calcolare tre-quattro caramelle a testa, poi metterle in una teglia imburrata, spennellarle di burro aggiungere un po’ di grana e delle mandorle a scaglie
infornare a 180° per 10-15 minuti, attenzione a non seccarle troppo. 

Veramente deliziose queste caramelle, la croccantezza della fillo con la morbidezza del ripieno le rendono veramente stuzzicanti da gustare

La pasta fillo avanzata l’ho arrotolata nella carta forno, poi ho avvolto il rotolo nella pellicola e massa in frigo per un paio di giorni (non più di una settimana)
Qualche giorno dopo l’ho utilizzata nuovamente per ripetere la ricetta in occasione del compleanno di Matteo. 
La pasta si è conservata perfettamente, ho rifatto le caramelle servendole questa volta in terrine singole, molto simpatica anche questa presentazione. 

Rispetto alla fillo fresca (appena fatta) bisogna calcolare un paio di minuti in più di cottura per il resto rimane perfetta. 

Sicuramente ci sarà occasione per rifare la pasta fillo per fare altre ricette.

Buona settimana, questa ricetta la dedico ad Elena ringraziandola per questa delizia con gli auguri per il suo piccolo Matteo
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domenica 6 novembre 2011

La pazienza ...... fondamentale in cucina e nella vita

Permettetemi in questo pomeriggio uggioso una piccola divagazione elogio alla "pazienza". 
Per me uno degli ingredienti fondamentali nella vita come in cucina, come lo zucchero o il sale, la pentola o la tortiera però questo mondo frenetico ci fa sussultare ogni volta che la nominiamo sembra che non ci si possa permettersi d’averla, ma come la frenesia fa parte del nostro vivere quotidiano anche se non sembra la troviamo dappertutto .......

... quando aspettiamo i mezzi pubblici o siamo in macchina in coda 
... quando usiamo il pc o tecnologie varie 
... quando si insegna ad un bambino a camminare o dribblarne i capricci 
... quando si seguono i compiti dei figli o la loro adolescenza 
... quando al lavoro si è a contatto col pubblico, coi colleghi o coi ragazzi 

... l’elenco potrebbe essere veramente eterno, pensiamo solo a quante volte usiamo l’espressione “… non farmi perdere la pazienza…” che sia essa rivolta a persone o mezzi tecnologici. 
Pazienza ne abbiamo tutti, poi sta a noi non vederla negativamente ma saperla apprezzare. 

Per me in cucina è sicuramente indispensabile, non si può cucinare senza averne almeno un po’. 
Ogni cosa ha bisogno dei suoi tempi, un ragù, un arrosto, una torta, un lievitato, una decorazione, la presentazione di un piatto …….. però anche la preparazione delle pietanze hanno bisogno di pazienza ……… oggi ho cucinato un chilo di alici alla piastra e un’ottima seppia alla marinara però dopo averle comperate ho dovuto pulirle sicuramente con molta pazienza, quindi cucinarle per poi vederle sbaffate in una quindicina di minuti o poco più, se non ci fosse stata la pazienza avrei potuto comperare un piatto surgelato pronto e metterlo in forno o al microonde, ma sicuramente non avrebbe riscosso lo stesso apprezzamento e soprattutto a me non avrebbe dato la stessa soddisfazione. 

Perché oggi questa divagazione ………… solo perché in questi giorni ci ho un po’ riflettuto dopo il mio post sulla pasta fillo e qualche naturale perplessità nata dalla mia affermazione che è una cosa fattibile ……………. non ci si deve far spaventare dalla pazienza dello stendere la sfoglia, che si può fare anche con la macchinetta, magari la prima volta non verrà sottilissima ma non per questo sarà un fallimento. Non è una ricetta molto difficoltosa è sicuramente fattibile, molto più difficile e di pazienza è fare un buon lievitato o decorare una torta. 

Poi capisco benissimo che quello che per me non pesa e anzi mi rilassa, come passare qualche ora in cucina per preparare un piatto ad altri potrebbe risultare stressante, per me al contrario è molto più stressante, mettendo a dura prova la mia pazienza (ecco che ritorna), scrivere il post della ricetta piuttosto che farla …………… ammiro molto infatti chi sa scrivere con grande fluidità (come Araba, Ale ....)

Bisogna considerare la pazienza come un ingrediente indispensabile in cucina e nella vita e sono sicura che sapremo farci sorprendere positivamente provando con successo anche cose nuove e considerate inarrivabili. 

Buona domenica e per Voi una fetta di strudel (a proposito di pazienza se lo vogliono devono sbucciare le mele) 

e scusate la mia divagazione, domani spero di arrivare a farvi vedere che cosa ho fatto con la famosa pasta fillo
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lunedì 31 ottobre 2011

Pasta fillo casalinga ...... finalmente!!!

Oggi vi presento la pasta Fillo ....... ricetta base favolosa e versatile.
La pasta fillo per la sua delicatezza e quei suoi fogli quasi trasparenti mi ha sempre affascinato. Ho pensato spesso di cercarne la ricetta e procedimento,  ma si sa poi il tempo è sempre tiranno e rimane nella lista di cose da fare. 

Qualche giorno fa però ho letto il fantastico post di Elena sulla pasta fillo, immediatamente ho pensato che dovevo farla prestissimo. Non ho saputo resistere, mi sono letta tutti i link che Elena citava (fatelo anche voi sono interessantissimi) e ieri pomeriggio l’ho fatta. 

Ricetta perfetta, si stende meravigliosamente bene diventando sottilissima, certo non a livello industriale però veramente trasparente e soprattutto buonissima, croccante e deliziosa 

La ricetta non è assolutamente difficile richiede solo mezza dose di pazienza e una dose di manualità 

Ingredienti per 8 sfoglie:
250 g farina 0
125 g acqua molto calda
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito istantaneo per preparazioni salate
1 cucchiaio di olio di oliva
½ cucchiaio di aceto di vino bianco 

farina extra per tirare la sfoglia
maizena per separare i fogli uno dall'altro 

In una terrina capiente mescolare tutti gli ingredienti. Impastare a mano fino a ottenere una pasta liscia e compatta. Se fosse troppo caldo o secco potrebbe servire un po’ più d’acqua. Mettere l’impasto in una ciotola coprire con pellicola trasparente e far riposare minimo per due ore. 

Suddividere l’impasto in otto parti uguali
(qui sono sette, una era già sotto il mattarello).

Spolverare di farina la spianatoia e con un mattarello tirare la pasta, fino a ottenere la forma desiderata, tonda o rettangolare. 
Ecco in questo io sono un po’ impacciata, non ho problemi a tirare la sfoglia, ma difficilmente riesco a dare una forma regolare però anche se irregolare vi assicuro che viene sottilissima. 

Si può stendere anche con la macchina della pasta, mi ero ripromessa di provare entrambi i metodi ma alla fine l’ho stesa tutta con il mattarello, però da Elena la potete vedere anche stesa con la macchina, con foto meravigliose che le mie potrebbero nascondersi 
(però mettere a fuoco con una mano sola non è facile) 

Spolverare di farina entrambi i lati della pasta e procedere nella stesura, girando di tanto in tanto la pasta, fino a ottenere una sfoglia sottilissima e trasparente. 

Porre la sfoglia su un vassoio coperto di carta forno spolverizzato di maizena. Setacciare altra maizena sulla superficie della sfoglia , in modo da poter sovrapporre il successivo foglio senza che si attacchino fra loro.
Coprire costantemente i fogli con pellicola trasparente, in modo che non si secchino. 

Una volta stesi tutti i fogli sono pronti per essere utilizzati nella nostra ricetta, se non li utilizziamo tutti si possono arrotolare nella carta forno e poi nella pellicola e conservare per al massimo 10 giorni in frigo. 

Io l’ho utilizzata subito e nei prossimi giorni vi farò vedere i risultati. 

Vorrei ringraziare Elena per questa splendida ricetta e farle gli auguri più sinceri per il piccolo in arrivo a giorni (o forse è già nato), in ogni caso tantissimi  auguroni.
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martedì 18 ottobre 2011

Profiteroles deliziosi con strudel e Napoleon

Non potevo certo non accettare la sfida di MC di ottobre .... i profiteroles di Stefania


Certo il tempo ultimamente mi è tiranno però per una come me che si rilassa cucinando e se poi sono dolci il rilassamento è doppio, bastava solo approfittare della prima occasione che di certo non si è fatta attendere. Certo 3 bignè a testa sarebbero bastati, ma si sa che per 16 commensali i gusti non coincidono mai e allora perché non preparare un tris di dolci ……. 

La scelta è ricaduta su profiteroles, millefoglie Napoleon e strudel trentino di mele. 


Tempo a disposizione sabato dopo cena ed un paio d’ore domenica mattina …….. nessun problema basta organizzarsi 

In pausa pranzo del sabato ho preparato la pasta per la millefoglie che doveva riposare alcune ore in frigorifero. 

La sera al ritorno dal lavoro, dopo aver cenato ………. si inizia con i bignè 

Ho fatto due cotte con dose doppia, poi ho cotto le sfoglie del Napoleone, fatto lo strudel e mentre quest’ultimo si cuoceva ho completato la millefoglie. I profiteroles invece li ho farciti e glassati la domenica mattina ………….. ma ora ecco la ricetta per il profiteroles, che facevo con un'altra ricetta ma questa volta ho seguito integralmente la ricetta proposta da Stefania e con i suoi consigli sono venuti veramente fantastici

Per comodità vi riporto la ricetta integrale di Stefania, ma leggete anche il suo post è ricco di notizie 

Le dosi sono per 12 bignè che io dovevo quadruplicare, ma per i bignè ho fatto due cotte raddoppiando ogni volta le dosi, mentre per crema e glassa ho quadruplicato le dosi. 

Per 12 bignè: 
37 ml di acqua 
5 ml di latte 
33 gr di burro 
35 gr di farina 
1 uovo 
Un pizzico di sale 

Versare l’acqua, il sale e il latte in un pentolino, aggiungere il burro tagliato a pezzetti e accendere il fuoco. Portare a bollore. E’ necessario prestare attenzione a questa prima fase: è bene che il burro si sciolga lentamente e che l’acqua si riscaldi gradualmente, tenendo quindi il fuoco basso. Se l’acqua inizierà a bollire prima che il burro sia completamente sciolto, evaporando, andrà ad alterare l’equilibrio della ricetta. 

Quando il burro sarà sciolto e l’acqua bollirà, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare con un cucchiaio di legno. Far cuocere sul fuoco fino a quando il composto non si sarà asciugato un po’ e avrà formato sul fondo del pentolino una patina biancastra. Con questa dose, molto carica di grasso, non otterrete un impasto troppo sodo e farete fatica ad asciugarlo. Rimarrà piuttosto morbido, non esagerate con la cottura. Toglietelo dal fuoco quando inizierete a sentire un intenso profumo di burro cotto. 

A questo punto trasferire tutto in una ciotola. E’ necessario fare freddare l’impasto continuando a maneggiarlo: questa operazione può essere fatta a mano (attenzione a non bruciarvi), o con un frullino elettrico. Meglio ancora in planetaria. Azionate quindi le fruste e fatele andare per un minuto. Aggiungete le uova intere, una alla volta (in questo caso, visto che la dose è di 1 uovo, consiglio di sbatterlo con la forchetta e di inserirlo in 2-3 riprese). Non aggiungete il secondo se il primo non è stato completamente assorbito. Al termine dell’inserimento delle uova, dovrete ottenere una pasta dalla consistenza simile a quella della crema pasticcera. 

Trasferite tutto in una sacca da pasticceria con bocchetta tonda liscia da 8-10 mm e modellate i vostri bignè su una teglia imburrata. Se non avete o non sapete usare la sacca da pasticceria, potete modellare i vostri bignè con due cucchiaini. "Schiacciate" la punta che inevitabilmente si formerà con il dito leggermente bagnato di acqua. 


NB: (ottimo consiglio) 

- Non usate carta forno non distribuisce uniformemente il calore, rischiereste di non far gonfiare bene il bignè: meglio imburrare bene una teglia antiaderente. 

Per un bignè come questo “leggero”, cioè povera di farina e ricca di burro, è necessario cuocerlo ad una temperatura di 220°. Se usate forno ventilato, abbassate di 10° la temperatura indicata. 

Il forno deve rimanere chiuso per i primi 12 minuti, finchè cioè il bignè non si sarà gonfiato e avrà iniziato a colorirsi. La cottura va terminata con valvola aperta. Per tutti i comuni mortali che non dispongono (me compresa) di forni con valvole da aprire e chiudere a nostro piacimento, sarà sufficiente aprire appena la porta e tenerla socchiusa (ma proprio poco, eh!) aiutandosi con il manico di un cucchiaio. La cottura va completata per altri 20-25 minuti. Non fatevi ingannare dall'odore di cotto che sentirete quasi da subito: è l'odore del burro usato per la teglia. Non aprite il forno finchè i vostri bignè non avranno completato la loro cottura e non saranno ben coloriti. 





Farcitura: (io ho quadruplicato le dosi) 

Per la crema chantilly (per farcire 12 bignè): 
63 ml di latte intero 
12 ml di panna fresca 
1 tuorlo 
5 gr di maizena 
24 gr di zucchero 
1 cucchiaio di passato di castagne o crema di marroni 
60 ml di panna montata 

Sbattere energicamente i tuorli con lo zucchero, la maizena e qualche cucchiaio di latte preso dal totale. 

Nel frattempo portare a bollore il latte con la panna e il passato di castagne. Quando il latte sta per bollire, versarvi sopra la crema di tuorli, senza mescolare. La crema non si attacca, ma, anzi, si addensa subito. Quando si è rappresa, si può spegnere il fuoco e mescolarla delicatamente. Quando pronta, trasferirla immediatamente in una ciotola e coprirla con pellicola a contatto. Questo piccolo accorgimento eviterà che la vostra crema formi quella antiestetica pellicina e la manterrà, invece, morbida e omogenea. 


Quando fredda, procedete a montare la panna. La panna deve essere ben fredda, meglio se la tenete in freezer per 10 minuti prima di montarla. Sarebbe opportuno tenere in freezer anche la ciotola che userete. Montare la panna con le fruste ad alta velocità: fermarsi quando è ancora morbida: deve essere semimontata. A questo punto inserirla gradualmente alla crema pasticcera, mescolando delicatamente dall’alto verso il basso. Quando si uniscono due composti di diversa densità, è necessario che il composto più morbido, in questo caso la panna montata, venga inserita gradualmente in quello più compatto, in modo da ammorbidirlo. Saremo, quindi, costretti a sacrificare parte della nostra panna montata per ammorbidire in un primo momento la crema. Quando la crema pasticcera avrà raggiunto consistenza simile a quella della panna, sarà possibile unirle senza timore che la panna si smonti. 

Quando pronta, trasferire la chantilly in una sacca da pasticceria con beccuccio stretto e lungo e usarla per farcire i bignè: forare la base con il beccuccio, spremere delicatamente la sacca e riempirli completamente: vedrete che il bignè si gonfierà e diventerà pesante. Se non avete o non sapete usare la tasca da pasticceria, potete tagliare il vostro bignè a metà, farcirlo con un cucchiaino e poi richiudere. 

A questo punto sarà possibile procedere con la glassatura. 

Glassa: 
La glassatura del classico profiterole dovrebbe risultare liscia, lucida e consistente. Deve poter avvolgere il bignè senza colare troppo, permettendovi di creare una piccola e golosa piramide. 

Per la glassa di copertura (per ricoprire 12 bignè): 
80 gr di cioccolato fondente al 60% 
70 gr di panna 

Scaldare la panna, portandola quasi a bollore. Spegnere il fuoco e unirvi il cioccolato fondente tagliato a pezzi omogenei. Mescolare bene finchè il cioccolato non sarà sciolto. Fare freddare completamente. Quando la glassa sarà a temperatura ambiente (non mettetela, quindi, in frigo), sbattetela leggermente con la frusta a mano per pochi secondi. Vedrete che acquisterà subito consistenza: è pronta per glassare i bignè. Tuffate i bignè, uno alla volta, nella glassa. Scolateli con l’aiuto di una forchetta e adagiateli direttamente sul piatto da portata.




Al mattino ho preparato anche porzionato il millefoglie, molto pratico farlo appena tolto dal frigo si lascia infatti tagliare abbastanza facilmente senza rompersi. Ho anche tagliato lo strudel a fette molto più pratico aver già tutto pronto per essere assaporato.




Inutile dire che i commensali hanno gradito il tris dio dolci proposti ……………….. avanzi non ce ne sono stati ........... ops manca la foto dei piatti vuoti 


Grazie Stefania della bella sfida proposta è stato un vero piacere partecipare
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