lunedì 26 gennaio 2015

Canederli trentini per Mtc

Ieri in una splendida giornata si è svolta la 42a edizione della Marcialonga.
Per noi Trentini la Marcialonga non è una gara è la festa di due valli che si incontrano, lavorando assieme superando anche gli inevitabili ostacoli per poter accogliere gli atleti della granfondo, ma che cos'è esattamente ?

La Marcialonga è la più importante e famosa competizione di sci di fondo in Italia e si disputa sulle nevi delle Valli di Fiemme e Fassa in Trentino, l'ultima domenica di gennaio. Si parte dalla piana di Moena per poi risalire la Val di Fassa lungo la sponda destra del fiume Avisio fino a Canazei, quindi si torna indietro sulla sponda sinistra dell'Avisio e si scende lungo la Val di Fiemme fino a Molina di Fiemme. Qui, giro di boa per giungere in località "Cascata" dove inizia la salita finale fino all'arrivo in piazza a Cavalese, dopo aver percorso 70 km. 
La prima edizione della Marcialonga fu organizzata il 7 febbraio 1971: i quattro organizzatori fiemmesi che avevano creduto in quel progetto, si aspettavano cento partecipanti, ma ne arrivarono mille! Le prime 6 edizioni furono riservate ai soli uomini; a partire dal 1978 la maratona fondistica fu aperta anche alle donne. La gara si svolse nelle prime edizioni con la tecnica classica, la sola utilizzata all'epoca: in seguito si passò alla tecnica libera. 
Se il 1971 fu una data importante, il 2003 segnò una svolta: si decise di passare alla tecnica classica, non con poche ritrosie, perché in Italia non era una tecnica molto amata. Una tecnica che però permette anche di sfruttare meglio la larghezza della pista in una gara che vede alla partenza non meno di 5000 concorrenti. L’intuizione aprì le frontiere agli scandinavi, amanti di questa tecnica, che scesero in massa per partecipare alla Marcialonga e di cui oggi sono sicuramente le nazioni con più partecipanti.

Chi partecipa alla marcialonga lo fa con la gioia di mettersi in gioco prima di tutto con se stessi basta pensare ai 7700 partecipanti di ieri che vanno dal vincitore norvegese che ha tagliato il traguardo poco dopo le 11.00 percorrendo i 57 km* in 2h05'15'' anche al signore milanese classe 1948 arrivato alle 18.30 impiegando 8h28'48'' che orgoglioso di essere riuscito a concludere la gara è stato festeggiato dal folto pubblico ancora presente .................... ecco questo è lo spirito della marcialonga sempre attuale

I miei ricordi però corrono alle prime edizioni dove il giorno della marcialonga si trascorreva sempre a fare il tifo e a sostenere tutti i partecipanti senza distinzione di nazione. Il percorso era un po’ diverso e dopo Molina si saliva fino a località Predaia e poi partiva il salitone per arrivare a Cavalese e bisognava rincuorare chi arrivava stremato.
Una zia di mia madre abitava proprio a Predaia e ogni anno alla marcialonga ci aspettava. Noi ragazzi stavamo tutto il giorno lungo la pista, si cercava di scorgere il numero del pettorale da lontano, per poter avere il tempo di sfogliare la lista dei partecipanti e leggere il nome per poterlo incitare meglio o correre in casa a chiamare, chi si stava riscaldando, se era qualcuno della valle. In casa la zia aveva sempre la stufa accesa dove oltre ad asciugare guanti non mancava il brodo o il te caldo con cui si riempivano le termos per poter offrire qualche cosa di caldo ai fondisti. Si perché se i più bravi passavano verso le 11.00 tutti gli altri impiegavano tutto il giorno a passare e chi lo faceva dopo le 17.00 era veramente bisognoso di sostegno morale e di qualcosa di caldo.
A turno durante il giorno si entrava in casa per poter magiare qualche cosa o semplicemente per riscaldarsi ed asciugarsi un po', perchè gli anni in meteo non aiutava il tifo doveva essere ancora più caloroso
Oggi sicuramente sono tutti molto più preparati però la gioia e la festa delle valli non cambia, nessuno si sente abbandonato nel proprio sforzo.

“Marcialonga, crociata di uomini che si ribellano all’agonia della vita moderna”. La scritta che campeggiava su uno striscione nella prima edizione del 1971 è uno slogan decisamente attuale.

Un menù perfetto per la giornata della Marcialonga non poteva che essere canederli trentini in brodo
I canederli sono un piatto d'eccellenza per recuperare il pane raffermo ed è la conferma che spesso piatti nati da esigenze povere poi diventano delle vere delizie e devo ringraziare Monica per averli proposti per MTC ed aver permesso a tutti di fare ed apprezzare questo piatto

300gr pane raffermo (tipo spaccatina)
200gr latte
2 uova
150gr salumi misti a cubettini (coppa e lucanica stagionata)
1/2 cipolla tritata
1 cucchiaio prezzemolo tritato
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio pane grattugiato
sale pepe

brodo di carne (muscolo di manzo) per la cottura
grana grattugiato

Tagliare a dadini il pane raffermo e metterlo in una terrina.
Aggiungere al latte le uova e sbattere leggermente per amalgamare quindi aggiungerlo ai cubetti di pane, mescolare un po’ e far riposare per circa 30 minuti
Nel frattempo tritare la cipolla e tagliare a cubettini i salumi misti

Guardare il pane se ha ben assorbito il latte con le uova, deve essere morbido umido ma non troppo bagnato e aggiungere il prezzemolo, la cipolla e i salumi mescolare tutto bene cercando di distribuire tutti gli ingredienti uniformemente, 

quindi aggiungere la farina ed iniziare a compattare creando i canederli (delle palline) non troppo grandi che passeremo in un po’ di pane grattugiato per poi depositarli su un piatto
I canederli sono pronti per essere cotti
Prendere una pentola con del brodo, quando bolle tuffare i canederli

dopo circa 5-7 minuti quando vengono a galla saranno cotti e possono essere gustati.

Servirli in brodo con una bella spolverata di grana grattugiato

Grazie come sempre ad Mtc e a Monica per la scelta della ricetta e per avermi permesso di fare un tuffo nel passato

Note:
* il percorso della Marcialonga quest'anno è stato ridotto a 57km causa l'inverno pazzo che non avrebbe permesso sui 70km un innevamento perfetto
le notizie storiche sulla Marcialonga sono state prese dal sito ufficiale


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domenica 4 gennaio 2015

Tarte al limone e cocco ............. "la Stupendissima" di Ale

Ci sono dei dolci che sono nella mia lista d'attesa da moltissimo tempo, però per vari motivi la loro realizzazione viene posticipata lasciandomi ogni volta quel senso d'acquolina che non si placa.
Per festeggiare capodanno mi serviva una torta fantastica, ma anche delicata nel gusto e quindi quale miglior occasione per fare finalmente questa splendida torta della bravissima Alessandra e da lei non a torto definita "la stupendissima".

Descriverne la delicatezza e la pienezza del gusto di questa torta non è possibile, si scioglie in bocca lasciando un senso di freschezza. 

Tarte al limone e cocco .........
alias "La stupendissima"
Pasta frolla di Ale
300 gr farina 00
200 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo 
1 pizzico sale 
buccia grattugiata limone

Crema per ripieno
180 gr burro a temperatura ambiente
200 gr zucchero 
4 uova medie intere
la scorza grattugiata di un'arancia (o limone come ricetta originale)
il succo di mezzo limone
90 gr cocco grattugiato
1 yogurt alla vaniglia

Frolla
Lavorare velocemente gli ingredienti, poi stendere la pasta nella tortiera e mettere in frigo a riposare mentre si prepara il ripieno
Io ho usato una tortiera rettangolare e poi due piccoli stampini.  

Ripieno
Montare il burro a crema con lo zucchero e aggiungere le uova, una alla volta.
Unire quindi lo yogurt, il succo e la scorza d'arancia e per ultimo il cocco, mescolare delicatamente per non rovinare la crema.
Togliere lo stampo con la frolla dal frigo, bucherellare il fondo e versare la crema nello stampo quindi infornare a 180° e far cuocere per circa 30 minuti e la superficie dovrà essere appena brunita. Se il ripieno sembra molle non ci si deve preoccupare rassoderà con l'aria raffreddandosi.

Lasciate raffreddare bene e spolverate con abbondante zucchero a velo
Una torta adatta ad ogni occasione sia una cena importante o con i propri cari. Deliziosa anche servita a quadrettini in un buffet ...... ha solo un difetto vi potrebbero chiedere il bis.

Le foto non rendono perchè fatte di corsa col cell con torta ancora calda (stampino) e dell'ultimo pezzo rimasto sul piatto prima dell'ultimo bis, se avessi preso la digitale avrei fatto solo la foto del piatto vuoto  

Con questa delizia 
auguro a tutti Voi 
uno splendido 2015
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martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI ........ perchè non c'è due senza tre

Quante volte quando dobbiamo organizzare un incontro con amici o parenti ci capita di pensare, forse ancor prima del menù a quale sia il dolce giusto per l’occasione. 
Un dolce però che sia anche simbolo di casa, di famiglia, quello che quando viene gustato parla della magia creata da quella alchimia che dall'unione di farina, uova …… crea un trionfo di profumi.

Un dolce magico che possa essere il vero re della festa dove ognuno sarà felice di assaporarne la magica fragranza.

Qual è il dolce che più di ogni altro
 racchiude in se questa meravigliosa magia dell’impasto? Sicuramente i dolci lievitati eterei nella forma, ma corposi nella sostanza dal semplice krapfen al sontuoso babà ....... ed è per questo che per la collana di MTC dopo il meraviglioso e misterioso “L'ora del Patè” e la freschissima ed estiva “Insalata da Tiffany” non potevano certo mancare i "Dolci Regali" quei dolci soffici e lievitati che al solo pensiero stimolano l’acquolina.
I lievitati che precedettero e seguirono l'invenzione del babà, una meravigliosa carrellata di bontà, ma sopratutto è un viaggio nell'epoca delle grandi monarchie in cui si scoprì l'arte del pasticcere capace di creare dolci veramente regali, senza dimenticare però i dolci più del popolo.

La community di MTC però è vulcanica e quindi non si poteva accontentare di semplici dolci ha pensato bene di regalarvi anche tre sezioni speciali dedicate a bagne aromatiche e sciroppi, alle creme e ai liquori per arricchire con un tocco personale le vostre creazioni, per un totale di 130 ricette da combinare anche con il vostro dolce preferito.

Le interessantissime ricette sono splendidamente rappresentate dalle bellissime illustrazioni di Mai Esteve e dalle raffinatissime fotografie di Paolo Picciotto

Mtc non è solo ricette è anche uno splendido progetto di solidarietà a cui non vogliamo assolutamente rinunciare e quindi come per “Insalata da Tiffany” anche con “Dolci Regali” abbiamo pensato di aiutare i ragazzi della “Piazza dei Mestieri” perché i ragazzi sono il nostro futuro e meritano di essere aiutati.

Acquistando una copia di "Dolci Regali", contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:
http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


DOLCI REGALI

Collana “I libri dell'MTChallenge”
a cura di Alessandra Gennaro



SAGEP Editori- Genova  www.sagep.it
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
in vendita nelle librerie e su Amazon, IBS 

" DOLCI REGALI " 
un libro per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche 
a vedersi e deliziose a gustarsi... 
e per augurare Buon Natale con dolci regali
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venerdì 14 novembre 2014

Apple Muffin aromatico per uno speciale MTC

All'inizio del mese c'è sempre un po' d'impazienza nell'attesa della proposta che sarà la protagonista di MTC e Francesca per novembre ha lanciato una vera sfida muffin ed associazione letteraria.

E' stato subito puro sconcerto perché non ho mai pensato a una tale
associazione. I muffin non li ho mai fatti quindi quale migliore occasione per buttarmi e farli, dopo aver letto lo splendido post di Francesca ne ero ancor più entusiasta ........

- "Si però Manuela ricordati che devi fare un'associazione letteraria"
- "Va bene, ma se non riesco a trovarla li faccio lo stesso e partecipo fuori concorso ...... e poi è l'occasione giusta per sfruttare quello splendido libretto che mi ha portato Stefano (il piccolo di casa) dall'Irlanda"
- "Caspita Manuela ricordati però che oltre ai muffin devi pensare alla torta per i 18 anni del piccolo, che poi con il suo m.1,84 tanto piccolo non è."

Pensieri che frullano e si accavallano con domande e risposte mentre aspetti l'autobus per tornare a casa in una giornata molto piovosa e devi pensare anche al pranzo, ma ad un certo punto un'associazione fulminante squarcia il cielo plumbeo.

Il cucciolo di casa diventa maggiorenne ............. Cucciolo è uno dei 7 nani ........... mele e trentino ....... ecco la lampadina si è accesa

Biancaneve, dei fratelli Grimm, è per me una delle favole più poetiche dove l'umanità ha la meglio sulla perfidia della matrigna e sugli ostacoli della vita. La laboriosità dei nanetti non nasconde la loro dolcezza, gli animali del bosco dolci e curiosi trasmettono emozioni positive.
Una favola bellissima che nella versione del 1857 viene celebrata nel 1937 dal meraviglioso primo lungometraggio d'animazione della Walt Disney

Come non amare quei nanetti che dopo un giorno di laborioso lavoro, dall'alba fino a sera, tornano nella loro casetta nel bosco al caldo del fuoco e con una bella zuppa fumante preparata da Biancaneve che è felice di renderli felici per l'accoglienza che le hanno dimostrato
Una favola che parla di esistenze semplici, ma ricche d'emozioni, di ostacoli che si possono superare forse con difficoltà, ma credendoci e avendo fiducia in un mondo migliore. 
Se il "cucciolo" di casa l'altro ieri è diventato maggiorenne per la sua mamma sarà sempre il piccolo (non diteglielo però) e poi si sa le mamme ci sono sempre, sanno farsi da parte e correre all'occorrenza

- Un muffin alla mela molto aromatico grazie alla cannella e alla mela renetta che nei dolci sprigiona tutto il suo aroma. Aromatico come i profumi della cucina di casa, quel calore e quel profumo di cose semplici che dopo una giornata di lavoro o di studio tutti desideriamo assaporare.
- Lo zucchero di canna mi ricorda i diamanti grezzi frutto del lavoro dei nanetti, ma anche gli ostacoli che troviamo nel nostro cammino.
- In un muffin alla mela non può mancare l'uvetta come le piccole perle di saggezza che cerchiamo di trasmettere con l'esempio giorno dopo giorno ai nostri "cuccioli"

Nel mondo frenetico che stiamo vivendo, dove c'è sempre meno il rispetto o la considerazione dell'altro forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su quello che stiamo perdendo.
Riscoprire l'animo umano è possibile basta partire dalle piccole cose e forse anche un muffin appena sfornato in una giornata piovosa saprà riscaldare il cuore.
Dosi 12 muffins
280gr farina bianca 00
2 cucchiaini cannella in polvere
1/2 bustina lievito per dolci
1/2 cucchiaino bicarbonato
1 pizzico sale
115gr zucchero di canna
25gr circa uvetta
250gr mele renette/canada
2 uova medie
250ml latte
85gr burro

Dosi Streusel
50gr farina bianca
35gr burro freddo
25gr zucchero di canna
2 cucchiaini cannella in polvere

Streusel
Mettere in una ciotolina mescolando la farina e la cannella, quindi aggiungere il burro freddo a pezzettini e con la punta delle dita strofinate velocemente, senza riscaldare il burro, creando un sfarinato quindi aggiungere lo zucchero e strofinare ancora un attimo

Muffin
Prima di preparare i muffins bisogna preriscaldare il forno a 200° e prepararsi la teglia.
La teglia è la nuova arrivata in casa per l'occasione però non avendo dei bei pirottini, me li sono fatti con un quadrato di carta forno tenuto in forma con un bicchiere.
In una ciotola mescolare assieme farina, cannella, zucchero, sale e lievito
Tagliare le mele sbucciate a cubetti piccoli e aggiungerle alla farina* e mescolare bene, unire anche l'uvetta che avremmo strizzato dopo averla fatta rivenire in un po' d'acqua

Sbattere leggermente le uova, poi aggiungere il latte e il burro fuso e freddo e mescolare bene

Quando il forno sarà a temperatura unire al composto asciutto* (miscela di farina, zucchero ....) il composto di uova e latte e mescolare brevemente quel tanto che basta per amalgamare 7-8 giri di cucchiaio.
Riempire i pirottini fino al bordo quindi cospargerli con lo streusel

Infornare subito a 200° per 20-25 minuti, fino a leggera doratura della superficie
Non mi vergogno a dire che mi sono ritrovata come una bambina con il naso sulla porta del forno a sbirciare se crescevano e facevano la cupoletta, perchè come dice Francesca non è un muffin se non è burroso e se non fa la cupoletta

Sfornarli e farli riposare 5 minuti nella teglia, quindi mettere i muffins a raffreddare su una griglia
Veramente buonissimi ed aromatici, da tiepidi deliziosi, ma anche mangiati il giorno dopo mantenevano intatta la loro fragranza ed aromaticità
La foto non è bellissima era avanzato solo il più bruttino
Grazie a Francesca e al suo splendido post, che vi consiglio di leggere, sono stata conquistata dai muffins
NB:
Bisogna ricordare che per la buona riuscita del muffin i liquidi devono essere aggiunti all'ultimo momento alle polveri e devono essere mescolati solo il tempo necessario per amalgamarli
In questo caso anche le mele non possono essere mescolate troppo in anticipo con la farina per evitare che a contatto con lo zucchero rilascino la loro acqua e rovinando la lievitazione in forno
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mercoledì 12 novembre 2014

Torta di pane deliziosa

Capita a volte che in casa si avanzi del pane, certo il pane è buono anche il giorno dopo però ci sono anche delle splendide ricette che pur nascendo dal pane raffermo creano delle prelibatezze. Sicuramente molte ricette con il pane sono nate proprio dall’esigenza del recupero per creare con pochi ingredienti aggiunti un nuovo gustoso piatto. Pensiamo ai canederli nato come piatto povero, ma appettitoso in tutte le sue interpretazioni come i pressknodel per non parlare poi dei gustosissimi gnocchetti di pane. E i dolci non sono da meno basti pensare alla torta di pane grattugiato e mele

Ecco perché quando alcuni giorni fa sfogliando il nuovo numero di “A Tavola” mi sono imbattuta in questa splendida torta della mamma di Andante con Gusto ed è stato amore a prima vista.


Una torta semplice, ma dall'aspetto incantevole che ritempra lo spirito solo immaginandone il gusto e i suoi profumi.

Ho modificato leggermente le dosi solo per fare una torta un po’ più grande, quindi riporto le dosi originali e fra parentesi quelle che ho utilizzato io. Le dosi sono strane perché sono proporzionate su un uovo in più (non volevo dividere a metà un uovo)

Dosi per stampo da 20cm (da 23cm)
250gr pane raffermo  (333gr pane tipo spaccatina)
100gr amaretti       (133gr amaretti )
80gr cacao amaro   (106gr cacao)
150gr zucchero      (200gr zucchero)
70gr uvetta     (93gr uvetta)
20gr pinoli     (26gr mandorle a scaglie)
500ml latte  (666ml latte)
150ml acqua  (200ml acqua)
3 uova medie  (4 uova )
vaniglia
zucchero a velo

Versare il latte e l'acqua in un pentolino e portare ad ebollizzione, aggiungere anche la vaniglia
Tagliare il pane (io ho usato delle normali spaccatine) a cubetti e metterlo in una ciotola dove poi aggiungeremo il latte bollente e lasciare ammorbidire per almeno tre ore.

Trascorse le tre ore strizzare leggermente il pane per eliminare il latte in eccesso (non esagerare deve rimanere morbido)
Metterlo nella ciotola e aggiungere al pane gli amaretti, l'uvetta ammollata e strizzata, il cacao, lo zucchero e le mandorle a scaglie (non avendo i pinoli li ho sostituiti con le mandorle a scaglie), mescolare tutto bene e quindi aggiungere le uova.

Foderare una teglia con carta forno e versarci l'impasto livellandolo con una spatola. Decorare la superficie con i pinoli o come nel mio caso con le mandorle.
Non avendo uno stampo a cerniera così piccolo ho usato un cerchio apribile, l’ho bloccato a 23cm di diametro e foderandolo all’interno con carta forno l’ho appoggiato su una teglia.
Cottura a 180° per 50 minuti circa. 
Io l’ho cotta per 55 minuti fatta la prova stecchino, poi ho spento e socchiuso la porta del forno.
Guardando la foto del giornale ho lasciato la torta forse leggermente più umida, però è veramente particolare e deliziosa.
Ringrazio Patty per aver condiviso questa splendida torta
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martedì 28 ottobre 2014

Lasagne al finocchietto con ragù e besciamella al rosmarino per MTC

Il lato positivo di avere un pezzetto d'orto è che ti permette di lasciarti ispirare dai suoi frutti. I profumi e gli aromi delle erbe aromatiche per me rendono straordinario anche un semplice piatto, ma se hai in mente di preparare delle belle lasagne come non lasciarsi ispirare da quei bellissimi ciuffi di finocchietto?
Come porterli valorizzare se non in una sfoglia al finocchietto ed ecco come è nata la mia seconda proposta per MTC e la proposta di Sabrina

Lasagne al finocchietto con ragù e besciamella al rosmarino
Ragù
300gr coppa maiale
100gr pancetta fresca
1 cipolla
1 carota
1 bicchiere vino bianco
2 bicchieri latte
sale e olio d'oliva

Il ragù quando posso lo faccio con la carne tagliata a coltello, perchè mi sembra più fresco e sopratutto scelgo il taglio di carne che desidero. Per tagliarla più facilmente la passo un'ora circa in freezer e poi con pazienza mi preparo il tritato, non è difficile ci vogliono solo dei coltelli belli affilati. Io trovo che la carne macinata si ossida facilmente e quando si compera bisognerebbe usarla subito e questo non sempre coincide con i miei tempi ecco perchè preferisco prepararmela.
Appena preparata la carne, tritare finemente la cipolla e la carota.
Mettere a soffriggere con un po' d'olio la pancetta tritata, quindi aggiungere il trito di cipolla e carota continuando a soffriggere delicatamente fino a quando la cipolla non sarà imbiondita.
Unire la carne di maiale tritata e mescolare bene con un mestolo di legno facendola rosolare, quando sarà tutta ben rosolata aggiungere un bicchiere di vino bianco e mescolare fino a completa evaporazione.

Aggiungere due bicchieri di latte tiepido (non si deve arrestare la cottura) salare e far cuocere coperto a fuoco molto lento per almeno un'ora abbondante. Il ragù non deve essere troppo asciutto per questo se serve durante la cottura aggiungere ancora un po' di latte tiepido.
La cottura con il latte mi incuriosiva molto e devo dire che è risultato un ragù molto gustoso e allo stesso tempo delicato.

Sfoglia al finocchietto
200gr farina 0 
100gr semola di grano duro 
3 uova
ciuffi finocchietto

Per il finocchietto si devono scegliere dei ciuffi molto teneri che non abbiano il fusto grosso e si usano solo i rametti, se troppo grosso tritarle per non rompere la sfoglia
Mescolare le farine e unire i ciuffettini di finocchietto sminuzzati, quindi aggiungere le uova ed iniziare ad amalgamare gli ingredienti, lavorare l'impasto fino a renderlo bello liscio, aggiungendo se servisse un po' di farina. 

Quando l'impasto sarà pronto, metterlo a riposare sotto una ciotola o avvolto nelle pellicola per circa mezz'ora.
Trascorso il tempo del riposo stenderla con il mattarello in una sfoglia sottile, quindi lasciarla asciugare e preparare la besciamella.

Besciamella
50gr burro
60gr farina
800gr latte
rosmarino
grana grattugiato

Le dosi per la besciamella sono indicative
Mettere un rametto di rosmarino nel latte e far bollire.
A parte far sciogliere il burro a fuoco lento, quindi aggiungere un po' alla volta la farina mescolando bene e facendola cuocere un po' prima di aggiungerne dell'altra e continuare a mescolare cuocendo la farina. 
Quando avremmo aggiunto tutta la farina, aggiungere un po' alla volta il latte caldo (passandolo attraverso un colino) mescolando bene con una frusta evitando che si formino dei grumi. Continuare a cuocere la besciamella per alcuni minuti, quindi regolare di sale, pepe e una bella manciata di grana, mescolare e far raffreddare.

Preparazione
Ragù pronto
Sfoglia stesa
Besciamella
Grana Trentino grattugiato

Far bollire dell'acqua salata in una pentola.
Quando l'acqua bolle mettere a cuocere qualche rettangolo di sfoglia che noi nel frattempo avremmo tagliato in grandi rettangoli,
appena riprende il bollore scolare le sfoglie che metteremo a raffreddare in una ciotola d'acqua fredda e poi stenderle su un panno ad asciugare.
Continuare fino a quando tutta la pasta sarà cotta.

Imburrare una teglia da forno e sul fondo mettere un mestolo di ragù e un po' di besciamella, quindi coprire con una sfoglia. Alternare strati di sfoglia con strati di ragù e besciamella (io amo mettere un po' di besciamella nel ragù per amalgamarli meglio) quindi aggiungere una buona manciata di grana trentino grattugiato quindi coprire con un'altra sfoglia.

Continuare gli strati fino a riempire la teglia.

Cuocere le lasagne in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Lasciare riposare per qualche minuto prima tagliare e servire.
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