mercoledì 11 febbraio 2015

Bacio alle mandorle e profumo d'arancia per Mtc ..... a volte la felicità nasce dalle cose più piccole ...

Assaporare un cioccolatino è sempre un attimo di dolcezza nel nostro mondo frenetico. Preparare un cioccolatino però ha bisogno di un po’ di pazienza, un po’ d’amore perché non è un semplice assemblare degli ingredienti, ci sono dei tempi d’attesa da rispettare.

Fare dei cioccolatini in casa siano essi delle praline o dei cioccolatini ricoperti è come un piccolo atto d’amore per le persone a cui sono dedicati

Forse chi li riceve in regalo o li assapora non sa quale sia il procedimento per creare una tale meraviglia, ma gustandolo ogni profumo gli parlerà della passione con cui sono stati fatti.
Quanto tempo è trascorso da quando ho fatto gli ultimi cioccolatini, l’occasione mi è stata regalata da Annarita che ha scelto i baci per Mtc di febbraio, splendida proposta che non potevo certo farmi scappare

Dalla ricetta di Annarita, di cui vi consiglio di leggere il bellissimo post (che riporto quasi integralmente sopratutto per il temperaggio), vi propongo i miei baci alle mandorle al profumo d’arancia.

Un bacio è un attimo di dolcezza che dedico ai miei uomini di casa ricordando che:
………… a volte la felicità nasce dalle cose più piccole ……

Ripieno per circa 25 baci
70 ml panna fresca
240gr cioccolato gianduia
120gr mandorle in granella
25 circa mandorle (un po’ arrotondate)
1 pizzico di polvere d’arancia

Copertura 
500gr cioccolato fondente al 72%
Ripieno
Tritate finemente il cioccolato gianduia e mettetelo da parte. 
Scaldate la panna in un pentolino fino a poco prima dell’ebollizione, poi toglierlo dal fuoco ed aggiungere subito il cioccolato gianduia e mescolare velocemente fino a quando il cioccolato si è sciolto perfettamente. 
Unite la granella di mandorle, un pizzico di polvere d’arancia (buccia d'arancia non trattata seccata e poi polverizzata) e mescolare, quindi mettere a raffreddare in un luogo fresco. Il composto deve essere morbido, ma non troppo liquido.
                    

Riempire un sac a poche e formare delle sfere delle dimensioni di una piccola noce, porli su della carta forno e metterli al fresco per compattarli un po’, poi prenderli e farli roteare un po’ fra le mani per creare una forma tondeggiante. Aggiungere sulla sommità di ogni pallina, schiacciando leggermente, una mandorla che io ho leggermente tagliato per renderla il più tondeggiante possibile …………. state attenti che non vi si apra.

Con queste dosi mi sono riusciti circa 25 baci, mettere a riposare e dedicarsi al temperaggio del cioccolato

Temperaggio per copertura (qui o post di Annarita)
Tritate il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria, facendo attenzione, perché l’acqua NON DEVE entrare in contatto MAI con il cioccolato, altrimenti il cioccolato è da buttare. Consiglio di non far bollire l’acqua per evitare schizzi o sbuffi di vapore e di asciugare bene sotto il recipiente non appena si solleva dalla pentola sottostante. 
Versate i 2/3 del cioccolato fuso su un piano di marmo, e con due spatole di metallo allargate il cioccolato e poi riportatelo al centro, ripetendo l’operazione 2/3 volte fino a quando cambia consistenza e diventa più viscoso. La temperatura in questo modo si abbassa velocemente fino a 27°/28°C . Attenzione a spatolare tutto il cioccolato anche quello sui bordi per non creare grumi che rovinerebbero il temperaggio.

A questo punto rimettete il cioccolato nel recipiente con il restante terzo del cioccolato, che sarà ancora caldo. Mescolate bene con una spatola per far risalire a temperatura di lavorazione, 31°C nel caso del cioccolato fondente. Misurate la temperatura con il termometro. Un grado in più è tollerato. Se la temperatura è ancora troppo alta si procede di nuovo a rovesciare un po’ di cioccolato, questa volta un po’ meno e si fa la stessa operazione. Se invece la temperatura fosse troppo bassa si scalda un pochino, se siete fortunati sarà salita a 31°C, altrimenti rifate l’operazione di raffreddamento.
Quando il termometro vi dà 31/32°C il cioccolato è pronto da usare.

Prendete i vostri baci e tuffateli 1 o 2 alla volta dentro il recipiente del cioccolato temperato e scolateli con l’aiuto di una forchettina. 
Depositateli su un foglio di carta forno e lasciateli asciugare. 

I baci sono pronti da confezionare e regalare.
Non sono certamente perfetti, ma sicuramente deliziosi e sono stati apprezzatissimi

Grazie come sempre a MTC per la splendida opportunità che ci offre ogni mese e ad Annarita per la splendida proposta
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martedì 27 gennaio 2015

Happy Birthday Ale con la focaccia genovese

Oggi è il compleanno di una grande donna, che ci sa sempre sorprendere
Un compleanno che cade in un momento molto importante e particolare della sua vita e dei suoi cari c'è quindi bisogno di un regalo molto speciale.
Speciale come la sua attenzione nei miei confronti, deve volare per farle sentire la mia vicinanza

A riosa .............. come una sua splendida ricetta
U nica ............... perchè Ale è veramente speciale
G rande ............. come l'abbraccio che vorrei mandarle
U niversale .......  come la sua grande saggezza
R apida ............. deve volare per raggiungerla
I  nfinita ............ come la riconoscenza per la sua dedizione
Per festeggiarla ho pensato di preparare una ricetta favolosa che la rappresenta e mi parla di lei e della sua Genova ................... 
la sua focaccia genovese (la ricetta è quella di Ale)

Ingredienti per una teglia rettangolare di 40 x 30 cm circa

500gr di farina 0

300ml acqua (dai 280 ai 320ml)  

1 cucchiaino di malto 
10gr lievito di birra fresco
2 cucchiai d'olio extravergine

10 g di sale fino 

2 cucchiai di olio extravergine
mezzo bicchiere d'acqua (circa 50 ml)
una piccola manciata di sale grosso

Attivate il lievito in poca acqua tiepida, in cui avrete fatto sciogliere un cucchiaino di malto: coprite e fate riposare in luogo tiepido, fino a quando sulla superficie si formeranno le caratteristiche increspature. 

Setacciate la farina sulla spianatoia, aggiungete il lievito sciolto nell'acqua ed iniziate ad impastare, unendo gli altri liquidi: la variazione della quantità di acqua dipende dal potere di assorbimento della farina, che è sempre una variabile. Però, per esperienza, più la pasta è idratata, più la focaccia è buona. 
Fate così: iniziate impastando tutta la farina con 250 ml di acqua (compresa quella dove avete fatto sciogliere il lievito) e l'olio: quando avrete ottenuto un impasto liscio, aggiungete la restante acqua poco alla volta, continuando ad impastare. Con un po' di pratica, vi accorgerete al tatto quando il vostro impasto sarà idratato al punto giusto: tenete comunque presente che i 280 ml indicati sono una quantità ragionevole, per un impasto soffice. 
Il sale fino va nell'impasto: potete metterlo all'inizio della lavorazione, badando a che non entri in contatto diretto col lievito, durante oppure alla fine. L'importante è che non ve lo dimentichiate, perchè anche se la superficie è cosparsa d sale grosso, la pasta deve essere comunque sapida
Fare lievitare in una ciotola coperto per un’ora circa, quindi prendere l’impasto fare una piega senza sgonfiare troppo l’impasto, e mettere ancora a lievitare per circa 30 minuti.
Quando l’impasto sarà ben lievitato versarlo direttamente nella teglia ben unta d’olio d’oliva e incominciare a stendere delicatamente con la punta delle dita stirandolo per allargarlo, se l’impasto facesse troppa resistenza farlo riposare qualche minuto e quando sarà rilassato continuare a stenderlo.
Coprire e far lievitare fino al raddoppio.

Accendete il forno a 230 °C, modalità statica.
Passare tutta la superficie della focaccia facendo pressione con i polpastrelli creando le caratteristiche “fossette” , quindi spargere sulla superficie del sale grosso poi aggiungere mezzo bicchiere d’acqua a temperatura ambiente e irrorare con abbondante olio d’oliva

Infornare in forno caldo per 15 minuti circa.
A cottura avvenuta lasciarla raffreddare qualche secondo, poi staccarla dalla teglia


Servirla e gustatele …………………. è una vera delizia 
GRAZIE ALE 
Tantissimi Auguri
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lunedì 26 gennaio 2015

Canederli trentini per Mtc

Ieri in una splendida giornata si è svolta la 42a edizione della Marcialonga.

Per noi Trentini la Marcialonga non è una gara è la festa di due valli che si incontrano, lavorando assieme superando anche gli inevitabili ostacoli per poter accogliere gli atleti della granfondo, ma che cos'è esattamente ?

La Marcialonga è la più importante e famosa competizione di sci di fondo in Italia e si disputa sulle nevi delle Valli di Fiemme e Fassa in Trentino, l'ultima domenica di gennaio. Si parte dalla piana di Moena per poi risalire la Val di Fassa lungo la sponda destra del fiume Avisio fino a Canazei, quindi si torna indietro sulla sponda sinistra dell'Avisio e si scende lungo la Val di Fiemme fino a Molina di Fiemme. Qui, giro di boa per giungere in località "Cascata" dove inizia la salita finale fino all'arrivo in piazza a Cavalese, dopo aver percorso 70 km. 
La prima edizione della Marcialonga fu organizzata il 7 febbraio 1971: i quattro organizzatori fiemmesi che avevano creduto in quel progetto, si aspettavano cento partecipanti, ma ne arrivarono mille! Le prime 6 edizioni furono riservate ai soli uomini; a partire dal 1978 la maratona fondistica fu aperta anche alle donne. La gara si svolse nelle prime edizioni con la tecnica classica, la sola utilizzata all'epoca: in seguito si passò alla tecnica libera. 
Se il 1971 fu una data importante, il 2003 segnò una svolta: si decise di passare alla tecnica classica, non con poche ritrosie, perché in Italia non era una tecnica molto amata. Una tecnica che però permette anche di sfruttare meglio la larghezza della pista in una gara che vede alla partenza non meno di 5000 concorrenti. L’intuizione aprì le frontiere agli scandinavi, amanti di questa tecnica, che scesero in massa per partecipare alla Marcialonga e di cui oggi sono sicuramente le nazioni con più partecipanti.

Chi partecipa alla marcialonga lo fa con la gioia di mettersi in gioco prima di tutto con se stessi basta pensare ai 7700 partecipanti di ieri che vanno dal vincitore norvegese che ha tagliato il traguardo poco dopo le 11.00 percorrendo i 57 km* in 2h05'15'' anche al signore milanese classe 1948 arrivato alle 18.30 impiegando 8h28'48'' che orgoglioso di essere riuscito a concludere la gara è stato festeggiato dal folto pubblico ancora presente .................... ecco questo è lo spirito della marcialonga sempre attuale

I miei ricordi però corrono alle prime edizioni dove il giorno della marcialonga si trascorreva sempre a fare il tifo e a sostenere tutti i partecipanti senza distinzione di nazione. Il percorso era un po’ diverso e dopo Molina si saliva fino a località Predaia e poi partiva il salitone per arrivare a Cavalese e bisognava rincuorare chi arrivava stremato.
Una zia di mia madre abitava proprio a Predaia e ogni anno alla marcialonga ci aspettava. Noi ragazzi stavamo tutto il giorno lungo la pista, si cercava di scorgere il numero del pettorale da lontano, per poter avere il tempo di sfogliare la lista dei partecipanti e leggere il nome per poterlo incitare meglio o correre in casa a chiamare, chi si stava riscaldando, se era qualcuno della valle. In casa la zia aveva sempre la stufa accesa dove oltre ad asciugare guanti non mancava il brodo o il te caldo con cui si riempivano le termos per poter offrire qualche cosa di caldo ai fondisti. Si perché se i più bravi passavano verso le 11.00 tutti gli altri impiegavano tutto il giorno a passare e chi lo faceva dopo le 17.00 era veramente bisognoso di sostegno morale e di qualcosa di caldo.
A turno durante il giorno si entrava in casa per poter magiare qualche cosa o semplicemente per riscaldarsi ed asciugarsi un po', perchè gli anni in meteo non aiutava il tifo doveva essere ancora più caloroso
Oggi sicuramente sono tutti molto più preparati però la gioia e la festa delle valli non cambia, nessuno si sente abbandonato nel proprio sforzo.


“Marcialonga, crociata di uomini che si ribellano all’agonia della vita moderna”. La scritta che campeggiava su uno striscione nella prima edizione del 1971 è uno slogan decisamente attuale.


Un menù perfetto per la giornata della Marcialonga non poteva che essere canederli trentini in brodo
I canederli sono un piatto d'eccellenza per recuperare il pane raffermo ed è la conferma che spesso piatti nati da esigenze povere poi diventano delle vere delizie e devo ringraziare Monica per averli proposti per MTC ed aver permesso a tutti di fare ed apprezzare questo piatto

300gr pane raffermo (tipo spaccatina)
200gr latte
2 uova
150gr salumi misti a cubettini (coppa e lucanica stagionata)
1/2 cipolla tritata
1 cucchiaio prezzemolo tritato
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio pane grattugiato
sale pepe

brodo di carne (muscolo di manzo) per la cottura
grana grattugiato

Tagliare a dadini il pane raffermo e metterlo in una terrina.
Aggiungere al latte le uova e sbattere leggermente per amalgamare quindi aggiungerlo ai cubetti di pane, mescolare un po’ e far riposare per circa 30 minuti
Nel frattempo tritare la cipolla e tagliare a cubettini i salumi misti

Guardare il pane se ha ben assorbito il latte con le uova, deve essere morbido umido ma non troppo bagnato e aggiungere il prezzemolo, la cipolla e i salumi mescolare tutto bene cercando di distribuire tutti gli ingredienti uniformemente, 

quindi aggiungere la farina ed iniziare a compattare creando i canederli (delle palline) non troppo grandi che passeremo in un po’ di pane grattugiato per poi depositarli su un piatto
I canederli sono pronti per essere cotti
Prendere una pentola con del brodo, quando bolle tuffare i canederli

dopo circa 5-7 minuti quando vengono a galla saranno cotti e possono essere gustati.

Servirli in brodo con una bella spolverata di grana grattugiato

Grazie come sempre ad Mtc e a Monica per la scelta della ricetta e per avermi permesso di fare un tuffo nel passato

Note:
* il percorso della Marcialonga quest'anno è stato ridotto a 57km causa l'inverno pazzo che non avrebbe permesso sui 70km un innevamento perfetto
le notizie storiche sulla Marcialonga sono state prese dal sito ufficiale

#mtchallenge #mtc44


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domenica 4 gennaio 2015

Tarte al limone e cocco ............. "la Stupendissima" di Ale

Ci sono dei dolci che sono nella mia lista d'attesa da moltissimo tempo, però per vari motivi la loro realizzazione viene posticipata lasciandomi ogni volta quel senso d'acquolina che non si placa.
Per festeggiare capodanno mi serviva una torta fantastica, ma anche delicata nel gusto e quindi quale miglior occasione per fare finalmente questa splendida torta della bravissima Alessandra e da lei non a torto definita "la stupendissima".

Descriverne la delicatezza e la pienezza del gusto di questa torta non è possibile, si scioglie in bocca lasciando un senso di freschezza. 

Tarte al limone e cocco .........
alias "La stupendissima"
Pasta frolla di Ale
300 gr farina 00
200 gr burro
100 gr zucchero
1 uovo 
1 pizzico sale 
buccia grattugiata limone

Crema per ripieno
180 gr burro a temperatura ambiente
200 gr zucchero 
4 uova medie intere
la scorza grattugiata di un'arancia (o limone come ricetta originale)
il succo di mezzo limone
90 gr cocco grattugiato
1 yogurt alla vaniglia

Frolla
Lavorare velocemente gli ingredienti, poi stendere la pasta nella tortiera e mettere in frigo a riposare mentre si prepara il ripieno
Io ho usato una tortiera rettangolare e poi due piccoli stampini.  

Ripieno
Montare il burro a crema con lo zucchero e aggiungere le uova, una alla volta.
Unire quindi lo yogurt, il succo e la scorza d'arancia e per ultimo il cocco, mescolare delicatamente per non rovinare la crema.
Togliere lo stampo con la frolla dal frigo, bucherellare il fondo e versare la crema nello stampo quindi infornare a 180° e far cuocere per circa 30 minuti e la superficie dovrà essere appena brunita. Se il ripieno sembra molle non ci si deve preoccupare rassoderà con l'aria raffreddandosi.

Lasciate raffreddare bene e spolverate con abbondante zucchero a velo
Una torta adatta ad ogni occasione sia una cena importante o con i propri cari. Deliziosa anche servita a quadrettini in un buffet ...... ha solo un difetto vi potrebbero chiedere il bis.

Le foto non rendono perchè fatte di corsa col cell con torta ancora calda (stampino) e dell'ultimo pezzo rimasto sul piatto prima dell'ultimo bis, se avessi preso la digitale avrei fatto solo la foto del piatto vuoto  

Con questa delizia 
auguro a tutti Voi 
uno splendido 2015
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martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI ........ perchè non c'è due senza tre

Quante volte quando dobbiamo organizzare un incontro con amici o parenti ci capita di pensare, forse ancor prima del menù a quale sia il dolce giusto per l’occasione. 
Un dolce però che sia anche simbolo di casa, di famiglia, quello che quando viene gustato parla della magia creata da quella alchimia che dall'unione di farina, uova …… crea un trionfo di profumi.

Un dolce magico che possa essere il vero re della festa dove ognuno sarà felice di assaporarne la magica fragranza.

Qual è il dolce che più di ogni altro
 racchiude in se questa meravigliosa magia dell’impasto? Sicuramente i dolci lievitati eterei nella forma, ma corposi nella sostanza dal semplice krapfen al sontuoso babà ....... ed è per questo che per la collana di MTC dopo il meraviglioso e misterioso “L'ora del Patè” e la freschissima ed estiva “Insalata da Tiffany” non potevano certo mancare i "Dolci Regali" quei dolci soffici e lievitati che al solo pensiero stimolano l’acquolina.
I lievitati che precedettero e seguirono l'invenzione del babà, una meravigliosa carrellata di bontà, ma sopratutto è un viaggio nell'epoca delle grandi monarchie in cui si scoprì l'arte del pasticcere capace di creare dolci veramente regali, senza dimenticare però i dolci più del popolo.

La community di MTC però è vulcanica e quindi non si poteva accontentare di semplici dolci ha pensato bene di regalarvi anche tre sezioni speciali dedicate a bagne aromatiche e sciroppi, alle creme e ai liquori per arricchire con un tocco personale le vostre creazioni, per un totale di 130 ricette da combinare anche con il vostro dolce preferito.

Le interessantissime ricette sono splendidamente rappresentate dalle bellissime illustrazioni di Mai Esteve e dalle raffinatissime fotografie di Paolo Picciotto

Mtc non è solo ricette è anche uno splendido progetto di solidarietà a cui non vogliamo assolutamente rinunciare e quindi come per “Insalata da Tiffany” anche con “Dolci Regali” abbiamo pensato di aiutare i ragazzi della “Piazza dei Mestieri” perché i ragazzi sono il nostro futuro e meritano di essere aiutati.

Acquistando una copia di "Dolci Regali", contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:
http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


DOLCI REGALI

Collana “I libri dell'MTChallenge”
a cura di Alessandra Gennaro



SAGEP Editori- Genova  www.sagep.it
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
in vendita nelle librerie e su Amazon, IBS 

" DOLCI REGALI " 
un libro per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche 
a vedersi e deliziose a gustarsi... 
e per augurare Buon Natale con dolci regali
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venerdì 14 novembre 2014

Apple Muffin aromatico per uno speciale MTC

All'inizio del mese c'è sempre un po' d'impazienza nell'attesa della proposta che sarà la protagonista di MTC e Francesca per novembre ha lanciato una vera sfida muffin ed associazione letteraria.

E' stato subito puro sconcerto perché non ho mai pensato a una tale
associazione. I muffin non li ho mai fatti quindi quale migliore occasione per buttarmi e farli, dopo aver letto lo splendido post di Francesca ne ero ancor più entusiasta ........

- "Si però Manuela ricordati che devi fare un'associazione letteraria"
- "Va bene, ma se non riesco a trovarla li faccio lo stesso e partecipo fuori concorso ...... e poi è l'occasione giusta per sfruttare quello splendido libretto che mi ha portato Stefano (il piccolo di casa) dall'Irlanda"
- "Caspita Manuela ricordati però che oltre ai muffin devi pensare alla torta per i 18 anni del piccolo, che poi con il suo m.1,84 tanto piccolo non è."

Pensieri che frullano e si accavallano con domande e risposte mentre aspetti l'autobus per tornare a casa in una giornata molto piovosa e devi pensare anche al pranzo, ma ad un certo punto un'associazione fulminante squarcia il cielo plumbeo.

Il cucciolo di casa diventa maggiorenne ............. Cucciolo è uno dei 7 nani ........... mele e trentino ....... ecco la lampadina si è accesa

Biancaneve, dei fratelli Grimm, è per me una delle favole più poetiche dove l'umanità ha la meglio sulla perfidia della matrigna e sugli ostacoli della vita. La laboriosità dei nanetti non nasconde la loro dolcezza, gli animali del bosco dolci e curiosi trasmettono emozioni positive.
Una favola bellissima che nella versione del 1857 viene celebrata nel 1937 dal meraviglioso primo lungometraggio d'animazione della Walt Disney

Come non amare quei nanetti che dopo un giorno di laborioso lavoro, dall'alba fino a sera, tornano nella loro casetta nel bosco al caldo del fuoco e con una bella zuppa fumante preparata da Biancaneve che è felice di renderli felici per l'accoglienza che le hanno dimostrato
Una favola che parla di esistenze semplici, ma ricche d'emozioni, di ostacoli che si possono superare forse con difficoltà, ma credendoci e avendo fiducia in un mondo migliore. 
Se il "cucciolo" di casa l'altro ieri è diventato maggiorenne per la sua mamma sarà sempre il piccolo (non diteglielo però) e poi si sa le mamme ci sono sempre, sanno farsi da parte e correre all'occorrenza

- Un muffin alla mela molto aromatico grazie alla cannella e alla mela renetta che nei dolci sprigiona tutto il suo aroma. Aromatico come i profumi della cucina di casa, quel calore e quel profumo di cose semplici che dopo una giornata di lavoro o di studio tutti desideriamo assaporare.
- Lo zucchero di canna mi ricorda i diamanti grezzi frutto del lavoro dei nanetti, ma anche gli ostacoli che troviamo nel nostro cammino.
- In un muffin alla mela non può mancare l'uvetta come le piccole perle di saggezza che cerchiamo di trasmettere con l'esempio giorno dopo giorno ai nostri "cuccioli"

Nel mondo frenetico che stiamo vivendo, dove c'è sempre meno il rispetto o la considerazione dell'altro forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su quello che stiamo perdendo.
Riscoprire l'animo umano è possibile basta partire dalle piccole cose e forse anche un muffin appena sfornato in una giornata piovosa saprà riscaldare il cuore.
Dosi 12 muffins
280gr farina bianca 00
2 cucchiaini cannella in polvere
1/2 bustina lievito per dolci
1/2 cucchiaino bicarbonato
1 pizzico sale
115gr zucchero di canna
25gr circa uvetta
250gr mele renette/canada
2 uova medie
250ml latte
85gr burro

Dosi Streusel
50gr farina bianca
35gr burro freddo
25gr zucchero di canna
2 cucchiaini cannella in polvere

Streusel
Mettere in una ciotolina mescolando la farina e la cannella, quindi aggiungere il burro freddo a pezzettini e con la punta delle dita strofinate velocemente, senza riscaldare il burro, creando un sfarinato quindi aggiungere lo zucchero e strofinare ancora un attimo

Muffin
Prima di preparare i muffins bisogna preriscaldare il forno a 200° e prepararsi la teglia.
La teglia è la nuova arrivata in casa per l'occasione però non avendo dei bei pirottini, me li sono fatti con un quadrato di carta forno tenuto in forma con un bicchiere.
In una ciotola mescolare assieme farina, cannella, zucchero, sale e lievito
Tagliare le mele sbucciate a cubetti piccoli e aggiungerle alla farina* e mescolare bene, unire anche l'uvetta che avremmo strizzato dopo averla fatta rivenire in un po' d'acqua

Sbattere leggermente le uova, poi aggiungere il latte e il burro fuso e freddo e mescolare bene

Quando il forno sarà a temperatura unire al composto asciutto* (miscela di farina, zucchero ....) il composto di uova e latte e mescolare brevemente quel tanto che basta per amalgamare 7-8 giri di cucchiaio.
Riempire i pirottini fino al bordo quindi cospargerli con lo streusel

Infornare subito a 200° per 20-25 minuti, fino a leggera doratura della superficie
Non mi vergogno a dire che mi sono ritrovata come una bambina con il naso sulla porta del forno a sbirciare se crescevano e facevano la cupoletta, perchè come dice Francesca non è un muffin se non è burroso e se non fa la cupoletta

Sfornarli e farli riposare 5 minuti nella teglia, quindi mettere i muffins a raffreddare su una griglia
Veramente buonissimi ed aromatici, da tiepidi deliziosi, ma anche mangiati il giorno dopo mantenevano intatta la loro fragranza ed aromaticità
La foto non è bellissima era avanzato solo il più bruttino
Grazie a Francesca e al suo splendido post, che vi consiglio di leggere, sono stata conquistata dai muffins
NB:
Bisogna ricordare che per la buona riuscita del muffin i liquidi devono essere aggiunti all'ultimo momento alle polveri e devono essere mescolati solo il tempo necessario per amalgamarli
In questo caso anche le mele non possono essere mescolate troppo in anticipo con la farina per evitare che a contatto con lo zucchero rilascino la loro acqua e rovinando la lievitazione in forno
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